Weekend a Dublino
Europa Guide di Viaggio

Weekend a Dublino zaino in spalla e low budget

Dieci anni di voli con compagnie low cost mi hanno insegnato che quelle bellissime offerte di biglietti a £7,99 non si sono mai applicate al mio stile di viaggio. Infatti, una borsa non mi sarebbe bastata a far entrare tutto, anzi, la valigia è per me sempre stato un must per viaggiare comoda. I soldi in più per quella che adesso è la priority, li ho sempre pagati volentieri, anche se il prezzo lievitava. Per il weekend a Dublino però l’offerta era davvero allettante: £30 andata e ritorno a persona. Rimanendo solo 48 ore non ci è sembrato il caso di caricarci anche le valigie e così abbiamo fatto il nostro primo viaggio zaino in spalla. Il che ha portato ad un’altra domanda: saremmo riusciti a viaggiare anche low budget?

Com’è andata? Per quanto riguarda lo zaino in spalla, a parte il dolore alla schiena, è stato molto strano. Soprattutto in aeroporto, ci sentivamo quasi nudi senza un braccio che trascinava del peso in giro. È stato comodo una volta arrivati in città, la mattina presto, così da poter esplorare la città senza per forza andare in hotel a lasciare le valigie e riprendere i nostri giri. Stancante, certo, ma nel giro di poche ore siamo riusciti a visitare molte delle tappe che avevamo in programma.
Invece per scoprirne di più sul low budget dovrete leggere il resto dell’articolo!

Primo giorno del weekend a Dublino

Giardini del Castello di Dublino

Saltati sul Dublin Express, siamo arrivati in poco meno di mezz’ora in una delle fermate vicino al Temple Bar. Ci siamo meravigliati vedendo subito i Docks e non vedevamo l’ora di scendere. Abbiamo preso qualche strada secondaria, senza mappa alla mano ma lasciandoci trasportare dall’ispirazione. Senza saperlo, eravamo a Temple Bar: la zona più famosa di tutta Dublino. Piena di pub e locali dove la sera si può assistere a musica dal vivo sorseggiando una pinta di Guinness. Il luogo della movida dublinese è sicuramente questo, ma anche in mattinata conserva il suo fascino. Quasi deserte, le strade sono ancora sonnecchianti dopo i balordi della sera prima e noi le apprezziamo maggiormente.

Entriamo nel pub omonimo del quartiere dando una veloce occhiata prima di proseguire in altre stradine dove scopriamo il Museo Nazionale della Fotografia. L’ingresso è gratuito e presenta due sale in un excursus dei momenti salienti della storia culturale, cinematografica e musicale irlandese attraverso le foto di artisti nazionali. Un posto davvero interessante che vi consiglio di visitare.

Abbiamo continuato a vagare fino ad arrivare al Castello che non avevamo individuato subito. Ci aspettavamo una struttura diversa e invece abbiamo trovato l’entrata del complesso simile a quello di Praga, anche se in versione molto ridotta. Qui, è possibile visitare la Cappella Gotica e gli Appartamenti di Stato sia in autonomia che con una preparata guida su aneddoti e storia del sito.

Preferendo non rimanere al chiuso ma sfruttare le ore di luce, non siamo entrati e abbiamo invece visitato i giardini del complesso. Una zona è dedicata al memoriale dei morti in guerra mentre un’altra è l’entrata della libreria Chester Beatty. L’ingresso è gratuito ed è possibile camminare tra le sale piene di manoscritti e libri antichi esposti in diverse teche di vetro. Consigliato solo ai veri interessati.

Iveagh Gardens

Verso mezzogiorno iniziavamo a sentire i morsi della fame. Dopo aver lasciato casa a Cardiff verso le 03:00 di notte e fatto colazione in aeroporto verso le 05:30, i nostri stomaci borbottavano. George’s Street Arcade ci era sembrata un’ottima idea dove prendere qualcosa, peccato che non fosse un mercato coperto come ci eravamo immaginati ma più una galleria coperta con botteghe e caffetterie indipendenti. Fortuna che la sua ubicazione, South Great George’s Street, è piena di locali e gli odori ci hanno guidati nella scelta: carne alla brace da Pitt Bros BBQ. Optando per un piatto da condividere, abbiamo speso poco meno di 30€ incluse le bibite.

Una volta rifocillati, ci siamo diretti verso alcuni dei parchi della città. A distanza ravvicinata si trovano l’Iveagh Gardens, St. Stephen Green e Merrion Square Park. Iniziando dal primo, ed anche dal più distante rispetto al centro, si può ammirare un mini-labirinto, delle cascate, due fontane e persino un’area dedicata ai proprio amici a quattro zampe dove possono scorrazzare felici ed un paio di fontane. Inoltre, nella parte più a sud si trova un giardino nel giardino. Un’oasi di pace con qualche panchina che affacciava sul retro del museo della letteratura. Qui, abbiamo usufruito delle panchine per rilassarci un attimo prima di riprendere a macinare chilometri.

Museo della Letteratura e St. Stephen’s Green

Museum of Literature Ireland e la mostra su Joyce

A quattro minuti di distanza dai giardini, è ubicato il secondo parco: St. Stephen Green. Se però allungate di un minuto, troverete l’entrata del MoLI (Musem of Literature – Ireland), incentrato sulla figura di James Joyce.

Siamo entrati proprio perché curiosi di saperne di più su questo già famoso autore e abbiamo acquistato il biglietto per il museo. Il costo intero è di 10€ ma i lavoratori di alcuni settori possono entrare gratis, ad esempio, Marco ha usufruito di questa concessione.

Il museo è diviso su cinque livelli, di cui quattro dedicati a Joyce, alla sua scrittura, il suo rapporto con Dublino e ovviamente l’immancabile Ulysses, di cui è conservato il manoscritto all’ultimo piano della struttura. Inoltre, sullo stesso piano, si trova un cinema con un filmato in francese sul noto autore e una sala dove è possibile scrivere, e successivamente appendere, un proprio messaggio.

Dopo la visita al museo, decretata come un successo da entrambi, abbiamo visitato il parco. Molti sono i pannelli pieni di informazioni sui vari busti che si trovano all’interno, così come su luoghi di particolare interesse storico come il Fusilier’s Arch, che commemora i fucilieri reali di Dublino.

Merrion Square Park e la statua di Oscar Wilde

Statua di Oscar Wilde, tappa imperdibile per un weekend a Dublino

Proseguendo, a soli sei minuti di distanza, si trova infine l’ultimo parco da noi visitato: il Merrion Square Park. Famoso per la statua dedicata al celebre autore de Il ritratto di Dorian Gray, che potrete trovare a sud del parco, dove lo scrittore è raffigurato tronfio su una roccia, con l’immancabile giacca e foulard.

Al suo interno si trova anche un grande parco giochi per i più piccoli e il National Memorial che commemora le vittime delle forze armate.

A pochi passi dal parco si trova la sede del Trinity College e la sua più celebre libreria. Purtroppo, causa covid, le visite pubbliche non erano consentite. Se siete però più fortunati, non fatevela scappare.  A questo punto eravamo così stanchi, che verso le 16:00 ci siamo incamminati verso l’hotel per fare il check-in e riposare un po’ prima di uscire la sera.

I ponti di Dublino: l’O’Connel Bridge

O'Connel Bridge, uno dei ponti su cui abbiamo camminato di più durante il nostro weekend a Dublino

Dublino è divisa in due con più di venti ponti a collegare le sponde del fiume Liffey. Sono la prima cosa che si notano arrivando dall’aeroporto. Le fermate del pullman, infatti, si rifanno ai nomi dei ponti. A darne i natali sono scrittori come Joyce o Beckett, proprio quest’ultimo si attraversa prima di entrare nel vero fulcro della città.

Il più famoso e trafficato è però l’O’Connell Bridge, suddiviso in due corsie centrali per le auto e due pedonali ai lati. Contraddistinto dalla statua dedicata a Daniel O’Connell il Liberatore, leader politico del XIX secolo che conduce all’omonima strada e dalla falsa targa commemorativa di Padre Pat Noise (personaggio completamente inventato) che due ragazzi installarono nel 2004 per scherzo e che è diventata ormai parte del ponte stesso.

Ha’penny Bridge e l’origine del suo nome

L’Ha’penny Bridge è il ponte più antico di Dublino, una vera attrazione che risale al 1800, ed anche quello che ha cambiato nome nel corso della storia. Originariamente era il Wellington Bridge, poi cambiato in Liffey Bridge. Come nasce quindi il soprannome Ha’penny? Si dice che William Walsh, gestore di traghetti che attraversavano il fiume, fu messo alle strette con un ultimatum: o riparare i traghetti, viste le disastrose condizioni, o costruire un ponte. Scelse la seconda opzione facendo però pagare un centesimo come pedaggio. Nel tempo, il prezzo aumentò fino ad un penny e mezzo, o in lingua originale un penny-ha’penny, da qui il nome.

Originariamente due tornelli, ai lati del ponte, servivano a raccogliere i soldi. Nei primi anni duemila, gli innamorati hanno iniziato a riempire la struttura di lucchetti. Come si è visto anche in altre capitali europee, il peso costituiva un danno per il ponte largo solo poco meno di 4 metri e così vennero rimossi nel 2012.

Proprio la nostra prima sera del nostro weekend a Dublino, abbiamo passeggiato su O’Connell Street fino al suo omonimo ponte, per poi scartare verso l’Ha’penny Bridge. Durante la passeggiata, ci siamo imbattuti nella statua celebre di Joyce, tra la O’Connel e North Earls Street.

Abbiamo poi cenato in uno dei pub tipici irlandesi, con musica dal vivo che veniva dal piano di sotto mentre ci accomodavamo nella sala ristorante del Quay’s. Un’esperienza imperdibile a Dublino. Ci siamo però ritirati subito dopo, stanchi e per evitare gli ubriachi che da lì a poche ore avrebbero costituito la fauna notturna della città.

Secondo giorno del weekend a Dublino

Tra le statue da vedere in un weekend a Dublino: il Famine Memorial

Sabato ce la siamo presa molto più comoda, complice anche la brutta sorpresa del prezzo del biglietto del National Leprechaun Museum. Avendo letto che i musei nazionali, quindi supportati dallo stato, erano gratis, avevo inteso che anche questo lo sarebbe stato. Invece, una volta arrivati lì, ci hanno informato che il prezzo era di 16€ per adulto per un tour che sarebbe durato 45 minuti. E, per quanto sembrava davvero divertente e forse più adatto ai piccoli, non ce la siamo sentita di spendere quei soldi.
La giornata sembrava quindi essere partita male, almeno per me che me la stavo prendendo con me stessa per non essermi informata meglio ed evitare la brutta sorpresa. Però una bella passeggiata tra i Docks, con il vento sferzante di Dublino, non poteva che farmi bene. La parte più tecnologica della città, che abbina facciate di palazzi antichi a costruzioni super moderne. Forse la mia parte preferita della città in quanto a stranezze architettoniche. C’è persino un palazzo che sembra un cannocchiale e che invece è solo una sala conferenze.
Costeggiando i ponti della città, si arriva al Famine Memorial, in commemorazione della grande ondata di migranti che ha lasciato l’Irlanda per colpa della carestia del XIX secolo. Un monumento struggente, tanto quanto dev’essere stato lasciare la propria terra che non poteva offrire più nulla.
Abbiamo poi attraversato il ponte O’Casey, che fornisce la visuale sul vascello-museo Jeanie Johnston. Strettamente collegato proprio al Famine Memorial, la nave infatti serviva a portare i migranti irlandesi fino al Nord America. La durata di un viaggio era di 47 giorni, nei quali non si perse mai una vita umana tra equipaggio e passeggeri.

La Cattedrale di San Patrizio

Di ritorno dai Docks, verso il Temple Bar, ci siamo fermati a mangiare al mercato del sabato, proprio dietro il Museo Fotografico visitato il giorno prima. Mentre il pomeriggio l’abbiamo speso invece camminando per le strade di Dublino, visitando un negozio vintage, poco distante dal pub in cui avevamo cenato la sera prima e dirigendoci verso la Cattedrale di San Patrizio.
L’esterno della chiesa si erge maestoso e si riesce a distinguere fin da subito la torre del campanile mentre ci si avvicina ai giardini e l’ingresso.
Quello che si può visitare oggi, è frutto di tantissime ricostruzioni e lavori di manutenzione a seguito di incendi e disastri avvenuti alla cattedrale. Ciò che ci resta si deve a Sir Benjamin Guinness, mentre la sua notorietà ad uno dei diaconi della Cattedrale: Jonathan Swift. Famoso anche per essere lo scrittore de I Viaggi di Gulliver e sepolto all’interno della chiesa.
Saltano subito all’occhio la struttura gotica medievale, i vetri istoriati e il silenzio dei visitatori e fedeli che si aggirano all’interno con devozione e ammirazione.

Cosa vedere all’interno della Cattedrale

Interno della Cattedrale di San Patrizio

La biglietteria è situata all’ingresso della chiesa, inclusa nel prezzo di 8€ anche l’uso dell’audioguida in diverse lingue. Se, come noi, deciderete di prendere solo la guida cartacea, non preoccupatevi di perdervi nozioni storiche perché ci saranno pannelli in ogni angolo della Cattedrale con le informazioni salienti.
Ad esempio, potrete leggere dell’Albero della Rimembranza, dove si può affiggere un bigliettino per chiunque si conosca afflitto da una guerra. Nel tempo, i visitatori hanno iniziato a scrivere un pensiero per i loro cari, per chi è venuto a mancare nella pandemia. Il tutto è scritto in tutte le lingue del mondo, a dimostrazione di quante persone vengano a vedere la Cattedrale di San Patrizio.
Non perdetevi, poco distante, l’organo del 1901 usato fin dalla fondazione della chiesa. Prendetevi un attimo per riflettere nella Cappella dedicata alla Madonna, aggiunta solo nel 1270 e ristrutturata nel 2013. Continuate verso la sala dedicata ai Cavalieri di San Patrizio dove i loro stemmi e stendardi sono ancora esposti. E terminate con l’epitaffio del celebre Swift.
Una volta finita la visita alla Cattedrale, siamo entrati nei giardini adiacenti e ci siamo fermati a chiacchierare, perdendo la cognizione del tempo. Ci eravamo rilassati dopo due giorni passati a macinare chilometri, finché il guardiano del giardino con fare rude ci ha detto di andarcene, scortando fuori noi ed altri malcapitati fuori e chiudendo subito i cancelli dietro di noi.

Grafton Street e Stephen’s Green Shopping Centre

St. Stephen Green Shopping Centre

Senza una vera meta, abbiamo deciso di andare verso Grafton Street ed il centro commerciale. Abbiamo fatto sosta alla Lidl durante il tragitto, curiosi di vedere se vendessero qualcosa di diverso rispetto a quello che arrivava nella mainland. E qualcosa di diverso c’era davvero ma non sugli scaffali: guardando a terra, infatti, abbiamo notato che alcune parti del pavimento erano in vetro per mostrare i resti di un’abitazione vichinga. Un’altra stranezza dublinese trovata per caso!
Arrivati al centro commerciale, abbiamo fatto un giro tra i vari negozi anche se l’attrazione principale l’abbiamo trovata alzando lo sguardo. Un enorme orologio, il più grande di tutta l’Irlanda, spiccava tra le lastre di vetro del soffitto, quasi a voler richiamare quello del Musée d’Orsay parigino. O almeno, è questa l’impressione che mi ha dato.
Siamo usciti in tempo per il tramonto, con il cielo che si colorava di rosso, mentre proseguivamo su Grafton Street. Essendo una delle strade principali della capitale irlandese, non ci ha stupiti trovare molti buskers (artisti di strada) che cantavano in diversi punti della via. Un ragazzo stava persino esibendosi con una canzone spagnola. Infatti, abbiamo sentito moltissimi spagnoli parlare tra le strade di Dublino, tanti quanti gli irlandesi. Un po’ come quando si va a Londra e, ovunque ci si giri, si sentono italiani.
Ci siamo poi incamminati verso l’hotel, decidendo di cenare con qualcosa comprato da M&S. Più low budget di così si muore. Eravamo troppo stanchi per non volerci ritirare presto, fare una doccia e rimettere a posto gli zaini per il volo della mattina dopo, per considerare anche di passare altre due ore in un locale.

Spese complessive del weekend a Dublino low budget

Tutto sommato, non abbiamo speso tanto. Alcuni nostri amici e parenti ci avevano messo in guardia sui costi della capitale irlandese; quindi, eravamo preparati ad un viaggio non proprio economico. Però, a parte spendere in cibo e musei, direi che ce la siamo cavata egregiamente.

Il problema vero e proprio è stato che Dublino non c’è piaciuta poi così tanto, quindi non abbiamo sperperato come, ad esempio, facciamo in Italia. Anche lì, i soldi vanno quasi sempre in cibo, libri (per me), fumetti (per Marco), e pacchi da mandare a Cardiff pieni delle tre cose citate. Spesso finiamo anche per spendere nei trasporti, soprattutto treni per spostarci da un posto all’altro. Stavolta, invece, abbiamo preferito solo camminare. Gli unici mezzi presi sono stati l’aereo ed il pullman per arrivare in centro all’andata e per tornare in aeroporto.

Se siete però abbastanza curiosi, ecco qui l’elenco delle nostre spese del weekend a Dublino:

Pullman Aeroporto-Dublino open return per due: 40€
Cibo: 130€
Attrazioni: 26€
Extra: 15€
Totale: 211€

Ho esclusi voli e alloggio dal totale visto che li avevamo prepagati. Vi prometto che vi parlerò dell’hotel dove abbiamo soggiornato nel dettaglio in un futuro articolo.

Sezione VIaggi

Lost Wanderer

veronica

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28 pensieri su “Weekend a Dublino zaino in spalla e low budget”

  1. Noi viaggiamo spesso zaino in spalla ed è comodo ma anche una sfida per fare entrare dentro tutto 😄Oltretutto solo con gli zainetti oltre a non dover passare subito in albergo potete anche affittare un mezzo a due ruote e fare un on the road!

    1. Quest’anno l’ho fatto due volte ed è stata una tragedia entrambe le volte ahahah Non sono abituata anche se è una comodità per i viaggi di due giorni!

  2. A parte il weekend a Dublino, molto bello senza dubbio, io credo che viaggiare leggeri ogni tanto faccia bene! Ti rendi conto quanto alla fin fine ti basti poco per stare bene

    1. In realtà anche durante altri viaggi non portiamo mai roba in più. Dopo anni, sappiamo regolarci 😀

  3. Ciao Veronica! A Dublino ci sono stata mooolti anni fa oramai! Ma devo dire che me ne sono innamorata, anche se a dirti la verità, ho girato tutta l’Irlanda con una amica. Forse proprio per questo mi è rimasta nel cuore!

    Comunque, per l’esperienza da zaino spalla, sono anche io come te: ci ho provato una o due volte, ma non insisto, perché non fa molto al caso mio 😵‍💫

    1. Sicuramente un’amica e un bel giro del paese smorzano l’effetto Dublino! Per i viaggi zaino in spalla, ne ho un altro in programma per il mese prossimo per un weekend, che dio me la mandi buona hahah

  4. Ottimi spunti per un week end a Dublino, peccato non ti sia piaciuta tanto, io non ci sono ancora stata e in realtà mi incuriosisce saranno le reminiscenze scolastiche ma prima o poi la devo vedere

  5. Io mi sono trovata molto bene con un modello della Roncato, che però non è più in produzione, perfetto per stare 3 giorni fuori

  6. Ottimi spunti, questo articolo me lo segno. Avevo già pensato di venirci quest’anno per la festa di San Patrizio, ma mi sono presa troppo tardi con i voli, ma la meta resta in testa.

    1. Se andate per San Patrizio, vi consiglio di prenotare con laaargo anticipo. I prezzi sono esorbitanti e gli alloggi si riempiono quasi subito.

  7. Sei la seconda persona che sento a cui Dublino non è piaciuta molto, eppure sembra una città così interessante e sono curiosa di visitarla. Io per i viaggi brevi con lo zaino ho risolto con un ottimo zaino trolley.

    1. Penso che finché una città non la si sperimenta da sé, non si può avere una visuale completa e forse anche questo ci ha spinti ad andare. Sicuramente un weekend è stato meglio del programma iniziale di andare per 6 giorni!
      Lo zaino trolley è interessante, se potessi passarmi il link, te ne sarei grata!

  8. Dublino è nella lista dei miei prossimi viaggi. Onestamente pensavo che fosse più costosa invece leggendo il tuo articolo mi sono resa conto che è molto abbordabile come prezzi e soprattutto ci sono moltissime cose da vedere. Quando ci andrò terrò a mente i tuoi preziosi consigli.

    1. Diciamo che eravamo preparati a una città non proprio economica, ma è anche vero che non abbiamo fatti grandi spese tutto sommato.

  9. Poca spesa e molta resa, viaggio a basso costo con lo zaino in spalla e via alla scoperta di una bellissima città, fantastico, mi segno tutto

  10. Io v ado spessissimo a Dublino perché parte della mia famiglia vive lì. Hai fatto davvero un bel giro. Per la prossima volta, valuta pure l’idea di fare una capatina a Howth, se non ci sei già stata, così da prendere la suggestiva Renfe.

    1. Se avessimo avuto più tempo, sarei andata volentieri a Howt, che tra l’altro l’aveva consigliata anche Silvia in uno dei suoi post!

  11. Pensa che io invece Dublino l’ho davvero amata, piccola e tutta da scoprire a piedi, mi hai fatto rivivere la mia prima volta in questo bel paese e ora io non vedo l’ora di tornarci!

    1. Noi l’abbiamo trovata una città più adatta a chi preferisce la vita notturna e il socializzare nei pub. Non credo ci siano molte attrazioni per i bimbi purtroppo!

  12. Per quanto riguarda il bagaglio, ormai da anni viaggio solo con lo zaino anche per viaggi più lunghi (ovviamente con lo zaino più grande) e mi trovo molto bene. Innanzitutto non c’è più bisogno di chiedere il manico, caricare sui mezzi di trasporto o trascinare per le scale ecc.
    Per il resto, devo dire che Dublino non ha fatto impazzire di gioia neanche me, forse perché era ancora mezza deserta. Nemmeno io ho speso troppo; l’unico sfizio che volevo concedermi era un nuovo tatuaggio ma non ho trovato l’ispirazione!

    1. Noi abbiamo trovato quasi tutto aperto e molta gente fuori, però non ci è piaciuta moltissimo lo stesso. Anzi, forse l’avrei apprezzata di più deserta. Per quanto riguarda viaggiare zaino in spalla, chapeau, perché per me questo è stato il primo trial e ho fatto una leggera fatica. Ti dirò nuovamente ad Aprile, se va in porto un weekend in un’altra capitale europea!

  13. Ammetto con molta vergogna di non essere mai stata a Dublino eppure è una città che mi attira moltissimo; magari non con lo zaino ma il tuo suggerimento per il week end è davvero prezioso

  14. Nonostante la fatica avete fatto una bellissima esperienza. Per me è ancora impensabile organizzare un viaggio zaino in spalla, solo per mia figlia ne occorrono tre!

  15. Dublino è una delle capitali europee che preferisco; ci sono stata qualche anno fa quando ho accompagnato un gruppo di studenti per una vacanza studio e non vedo l’ora di tornarci per visitarla di nuovo per i fatti miei!

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