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Visitare Parigi con la mente

Viaggiare per me è una priorità. Questo periodo in cui mi sembra di stare con le mani in mano, ripenso ai vecchi viaggi. Riguardo le foto, sistemo i souvenir; riprendo i diari dove tengo scontrini e biglietti e ammetto di intristirmi. Avevo molti progetti per la fine della primavera. Qualche post precedente vi accennavo il mio matrimonio a fine maggio che ho dovuto posticipare. Speriamo di rifarci a Settembre.

Il prurito però c’è. Prendere un aereo e scappare, magari il più lontano possibile. Invece mi restano i libri: posso viaggiare da casa, senza muovermi e seguendo le direttive ministeriali. 
Spulciando tra i miei titoli mi sono resa conto di quanti libri io abbia ambientati nella ville lumière. Così in questi giorni ho deciso di visitare Parigi con la mente. Pronti a viaggiare con me?

Visitare Parigi: la ville lumière di Serena Dandini

Photo by Marianne Long on Unsplash

Serena Dandini è una nota presentatrice italiana nonché scrittrice. Amante di Parigi, instancabile flâneuse; conosce la città come le sue tasche grazie ai suoi numerosi soggiorni. Avremo sempre Parigi” è un inno d’amore alla città delle luci. 

Attraverso un personalissimo alfabeto, capitolo per capitolo, conosciamo una Parigi da bere e mangiare. Il filo conduttore del libro sono infatti luoghi frequentati dalla stessa Dandini e non solo. Ogni lettera ci racconta un artista che ha calpestato le stesse strade che possiamo esplorare durante la lettura. Incontreremo Hugo, Zola, Balzac, Louboutin e tanti altri. Spesso in locali, a volte in vicoli sconosciuti; dentro una Parigi insolita e da scoprire.

Consigliato per l’amante dei viaggi slow e la buona forchetta. Ricordando che questo non è un romanzo ma un dizionario sentimentale che vi farà venire voglia di googlare ogni posto, segnarlo su una lista e comprare un biglietto.

Visitare Parigi con i libri di Nicolas Barreau

Photo by call me hangry 🇫🇷 on Unsplash

Pochissime sono le notizie su questo scrittore fittizio. Moltissime invece le speculazioni intorno al personaggio. La Feltrinelli lo presenta come un Parigino del 1980, nato da madre tedesca e padre francese. Ex commesso in una libreria della rive gauche, laureatosi alla Sorbonne in lingue e letterature romanze.
Die Welt, testata tedesca, lo denuncia invece come autore inventato da una casa editrice tedesca in base a strategie di marketing che vedono gli autori francesi in vetta alle classifiche.

I libri pubblicati sotto il nome di Barreau sono infatti successi assicurati in Germania come in Italia e in oltre trenta paesi. L’amore per la capitale francese si evince dalle parole dell’autore nelle sue vendutissime storie dove Parigi non fa solo da sfondo ma anche da protagonista.

Parigi è sempre una buona idea

Photo by Marloes Hilckmann on Unsplash

Basta iniziare a leggere per essere trasportati nel quartiere Saint-Germain-des-Prés. Già dalle prime righe ci si può immaginare a passeggiare tra le vie. Oltrepassare i vari negozietti, le boulangerie, vedere il profilo delle chiese di Saint-Germain e Saint-Sulpice. Arrivando fino a rue du Dragon dove si trova non solo l’appartamento ma anche la papaterie di Rosalie, la protagonista di questa storia.

Scopriamo il nodo di strade che circonda proprio il negozio dell’illustratrice di biglietti di auguri. Passeggiamo fino alla Tour Eiffel dove ogni anno, per il suo compleanno, Rosalie sale i gradini della torre fino al secondo piano. Scritto su un biglietto c’è un desiderio e se solitamente non si avverano, questa volta ci saranno moltissime sorprese per la nostra protagonista.

Infatti uno scrittore per bambini di successo, Max Marchais, le chiede di illustrare il suo nuovo libro. Rosalie non crede alla sua buona stella ed infatti a pochi giorni dalla bellissima sorpresa, un professore americano si imbatte nelle sue illustrazioni e afferma che la storia di Marchais è in realtà sua. Ancora una volta il destino non è stato clemente o forse ci sono ancora altre sorprese?

Questo è stato il primo romanzo di Barreau che ho letto. La sua scrittura è coinvolgente e la storia non è così scontata come mi aspettavo, anzi. Un libro che si legge velocemente e coinvolge.
Consigliato alle viaggiatrici che si lasciano ispirare dalle immagini letterarie.

Gli ingredienti segreti dell’amore

Photo by Joe deSousa on Unsplash

Anche questa storia si svolge nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés. Dando uno sguardo alla Senna e avventurandosi fino alla cattedrale di Notre Dame. Come filo conduttore troviamo il cibo e un libro. Sì, perché la nostra protagonista non solo è la proprietaria di un piccolo ristorantino in rue Princesse ma si è anche imbattuta in un libro che cita il suo locale, le Temps de cerises.

Volendo ringraziare l’autore del libro, si mette alla disperata ricerca di un contatto che la porterà invece a conoscere il suo editore. Tra incomprensioni, sentimenti e buon cibo, scopriremo che spesso l’apparenza inganna. A volte basta guardarsi attorno per scoprire che non bisogna andare troppo lontana per trovare quello che si cerca.

Consigliato alle viaggiatrici che amano scoprire nuove cucine. Vi consiglio anche il prequel “La ricetta del vero amore”. Racconta sia la storia di come si sono conosciuti i genitori di Aurélie che illustra le famose ricette de Le temps des cerises.

Lettere d’amore da Montmartre

Photo by Ilnur Kalimullin on Unsplash

Il quartiere protagonista di questo romanzo è il mio preferito a Parigi. Sto parlando di Montmartre, dalla quale la vista della città è da mozzare il fiato.

Qui lo scrittore Julien, appena rimasto vedovo, non riesce a trovare più una ragione per continuare. Tranne che mantenere la promessa fatta alla moglie defunta Hélene. Scriverle trentatré lettere, una per ogni anno in cui è stata in vita.

Inizia così a raccontarle dei progressi del loro figlio di quattro anni che chiede di avere un padre meno triste. Le parla dei brevi incontri con la vicina e la sua gatta. Della scadenza del libro che non riesce a scrivere. Delle lunghe passeggiate al cimitero per portarle le lettere, che custodisce in un piccolo incasso della tomba della moglie.

Finché le lettere non scompaiono proprio quando incontra Sophie, una restauratrice di tombe. Cosa c’entra la ragazza e riuscirà Julien a ritrovare le lettere scomparse?

Una storia toccante di rinascita e ritrovamento. Consigliato alle viaggiatrici in coppia o alle sognatrici che cercano sempre gli spot più romantici di una città.

Avevate letto uno di questi libri o ne conoscete altri su Parigi? Fatemi sapere nei commenti per scambiarci qualche consiglio di lettura.

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Lost Wanderer

veronica

Lost Wanderer

51 commenti

  • antomaio65

    Non ho mail letto nulla di Barreau ma l’idea che i suoi romanzi siano ambientati a Parigi già mi piace. Una città che riesce a mutare continuamente pur restando se stessa, Parigi è il posto dove tornare come si torna nel salotto di casa e dove scappare per una improvvisa fuga d’amore clandestina. Io la adoro

  • Lucia

    Bellissimo articolo! Anche a me piacciono i libri di Barreau, leggendoli sembra davvero di camminare sulle stradine di Parigi, con la sua magica atmosfera! E leggendoti è stata un po’ la stessa cosa!

  • sabrinalettiero

    Un anno fa, ho avuto la fortuna di trascorrere il mio compleanno a Parigi ed è stato meraviglioso. Purtroppo il tempo era poco e non sono riuscita a vedere tutto quello che volevo, ma è una buona scusa per tornarci appena sarà possibile. Intanto ricomincio a viaggiare con le letture che hai consigliato! Grazie!

  • Mirko

    Ho letto tutto d’un fiato questo post, come se fosse uno dei tanti romanzi da te citati.

    Di Parigi ho tanti ricordi, i più sono di malinconia, legati a livello sentimentale ma allo stesso tempo una malinconia costruttiva e positiva…vissuta, che (vista con gli occhi di chi sa amare, specie in una città come questa) ha fatto di contorno per una rottura. Una location degna per una trama di un film indipendente a quanto pare. -Difatti al pensiero di Parigi ripenso ancora ad una foto di una determinata persona che annusa un fiore, senza sapere di essere ripresa.

    Guardando la mia libreria ripensavo ai possibili viaggi fatti in questa città: Su tutti mi viene “Rapsodia Francese”, di Antoine Laurain. Poco conosciuto -almeno nella mia cerchia di amici- ma che mi ha fatto rivivere molti ricordi. Specie per il fatto che, come il protagonista, anche io suonavo in un gruppo (anche se di paese).
    A seguire il più recente “Less”, di Andrew Sean Greer e il suo viaggio in giro per il mondo durante la promozione del libro.

    Ultimo, ma non meno importante, ” Alfred Jarry – Una vita patafisica”, di Alastair Brotchie. Una Parigi d’altri tempi che fa di sfondo durante la storia e l’evolversi di questo scrittore francese nato a Laval e morto, appunto, a Parigi nel 1907.

    Grazie mille per tutti i tuoi consigli, Veronica! 😊

    • Veronica

      Grazie mille, Mirko per aver speso il tempo a leggere il mio post. Andrò sicuramente a cercare i titoli che mi hai lasciato per prendere spunto per altri giri a Parigi!

  • Sabrina Barbante

    Mi incuriosisce molto il testo della Dandini, sia perchè mi piace il concept che descrivi nel post che perché ho molta stima di lei… e sai mai che riacquisti un po’ di amore (mai avuto) per questa città.

  • Una Gallina a Milano

    Proprio vero: Parigi è sempre una buona idea. Adoro anche io viaggiare con la mente tramite libri ed altri testi… Credo aggiungano ancora più magia a luoghi già di per loro unici ed affascinanti!

  • Tania

    Sono stata a Parigi anni fa quando probabilmente ero ancora troppo giovane per apprezzarla! E forse i litigi continui con il mio ex non hanno aiutato molto! Dovrò darle una seconda possibilità!

    • Veronica

      Anche io come te la prima volta non l’ho amata molto, crendendola troppo sopravvalutata. C’ero persino rimasta male. A cinque anni di distanza sono tornata ed è stato amore.

  • Sabina

    Adoro Parigi! Io stessa nel mio romanzo “L’amore a colpi di Champagne” dedico un paio di capitoli a Parigi.
    Me li sono segnata tutti i titoli, anche se credo che comincerò da Barreau dato che di Parigi ha scritto molto. Ho scoperto di avere “Gli ingredienti segreti dell’amore”, che mi hanno regalato a Natale e poi perché sono una viaggiatrice che “si lascia ispirare dalle immagini letterarie” ma soprattutto sono una viaggiatrice e gourmet! Grazie Veronica!

    • Veronica

      Quello è sicuramente il libro per te che combini il cibo ai viaggi e ti consiglio anche il prequel “La ricetta del vero amore” dove a fine della storia trovi proprio le ricette del ristorante che si menziona in entrambi i libri!

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