viaggiare con la mente
Viaggiare con la mente

Viaggiare con la mente #53

Novembre è un mese importante, magico. Le giornate si fanno più silenziose, la luce è sempre più flebile e le serate si allungano.

È il mese perfetto per farsi compagnia con nuove storie, magari più intense, che tengono la mente impegnata e il cuore in movimento.
Quindi lasciatevi guidare ancora una volta dalle vostre dispensatrici di consigli letterari e viaggiamo con la mente, insieme.

La proposta di Veronica

Il nostro grande niente, Emanuele Aldrovandi

Puoi ancora amare sapendo di essere sostituibile per chi ami?

Lui è morto in un incidente stradale, pochi giorni prima del matrimonio con “la ragazza dagli occhi grandi”. Eppure, la sua anima continua a vagarle accanto, osservandola mentre affronta la perdita, mentre cerca di ricominciare, di ricostruire i pezzi della sua vita.

E allora si chiede: se potessi tornare indietro, sapendo di poter essere sostituito, riuscirei ancora ad amare allo stesso modo?

🕮

La trama sembra semplice, ma non lo è affatto. In realtà, il libro è diviso in due parti: “la tua vita senza di me” e “la mia vita senza di te”.
Detto così, sembra che nella seconda parte a morire sia lei e invece no.

La prima parte è struggente, dolorosa, scritta con una delicatezza che colpisce. La narrazione è scorrevole e profonda, e il lettore riesce a sentire tutto il dolore della ragazza dagli occhi grandi. La vede rimettere insieme la sua esistenza, ritrovare la luce, la forza di sorridere ancora.
Per me, il libro sarebbe potuto finire qui: bellissimo, toccante, da lacrime vere.

Invece, arriva un secondo scenario…

⚠️ SPOILER ⚠️
Il protagonista si risveglia dal coma dopo l’incidente, ma è tormentato dall’idea che la vita della sua compagna sarebbe comunque andata avanti anche senza di lui. È divorato dal pensiero della sostituibilità, da quella consapevolezza che nulla è eterno, che tutto scorre anche dopo di noi.
FINE SPOILER

Assistiamo così all’egocentrismo e ai pensieri ossessivi del protagonista, che a tratti infastidiscono non solo la ragazza dagli occhi grandi, ma anche il lettore.

Capisco l’intento dell’autore: mostrare quanto la vita sia fragile, e quanto sia necessario viverla pienamente, ogni istante.
Ma nella seconda parte, tutto questo messaggio si perde un po’ nell’ossessione e nel disincanto. Resta comunque una lettura piacevole, che si finisce in un paio d’ore e lascia molto su cui riflettere.

La proposta di Rainbow

 

Hannibal, Thomas Harris

Nonostante sia una grande fan del personaggio di Hannibal Lecter nella versione cinematografica interpretata da Anthony Hopkins, non ho mai visto l’omonimo film del 2001. Di recente ho potuto recuperare l’intera saga del cannibale più famoso su Kindle, e ho letto per la prima volta il titolo che è la conclusione delle sue avventure. Gli altri romanzi sono stati un semplice “ripasso”, avendo già visto i film corrispondenti (che sono molto fedeli al materiale di partenza), questo invece è stato un vero e proprio salto nel vuoto.

Hannibal è fuggito dagli Stati Uniti e si è rifugiato nella sua amata Italia, a Firenze. Qui, sotto falso nome, diventa il curatore della biblioteca Capponi e si gode la vita tra arte, cultura e buon cibo. 

Non va altrettanto bene a Clarice, che resta coinvolta in uno scandalo dopo aver ucciso una narcotrafficante nel bel mezzo di una retata. Costretta ad allontanarsi per un po’ dalla scena pubblica per far calmare le acque, la profiler torna a indagare su Hannibal su richiesta del miliardario Mason Verger.

Verger è stato una vittima del dottor Lecter, incredibilmente sopravvissuto a una serie di torture tra cui la scarnificazione del volto, che è stato dato in pasto ai cani. Verger è una vittima di Hannibal in cerca di vendetta, e come tale dovrebbe quantomeno starci simpatico. L’autore però è bravo a delineare questo personaggio in modo tale da renderlo così odioso che il lettore si trova a tifare per Hannibal. 

Il libro è carico di tensione, ti tiene col fiato sospeso fino all’ultima pagina. Devo ammettere che non ho apprezzato particolarmente un paio di cose sul finale, ma la lettura è stata così soddisfacente e al cardiopalma da passare in secondo piano.

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