Viaggiare con la mente

Viaggiare con la mente #2

Il mese scorso ci siamo imbarcate in questa nuova rubrica fatta di passione e nuovi mondi. Volta per volta vi presenteremo nuovi personaggi, nuove storie che ci hanno appassionato nel corso di ore, giorni o settimane. Racconti che sono entrati nel cuore o nella testa o in entrambi che pensiamo debbano essere condivise. 

Febbraio non poteva che essere a tema, visto il San Valentino appena passato. Si parla di amore, ancora, quel sentimento che fa girare il mondo. L’amore verso il prossimo, per sé stessi. L’amore visto con occhi diversi, come diverse sono i generi che ci appassionano. 

La proposta di Veronica

“La ragazza che leggeva nel metrò” di Christine Féret-Fleury

Juliette ha un lavoro ordinario, una vita ordinaria. Il suo peccato più grande rimane osservare le persone in metro, quello che leggono e le loro espressioni mentre si perdono in una storia.
La ragazza ha una routine quasi sempre uguale che cambia provando ad imboccare una nuova strada per andare nell’agenzia in cui lavora. E proprio quando cambia strada, una mattina, si imbatte in Soliman e nella sua filosofia sui libri che possono cambiare la vita di tutti. 
Juliette inizia così un viaggio alla scoperta di sé e del mondo esterno di cui pian piano cambierà visione.

🕮

Il libro della Féret-Fleury è un inno alla vita, alla letteratura, all’amore di sé stessi. 
Una storia veloce, semplice. Il libro scorre senza intoppi né colpi di scena. Un racconto ordinario quanto la protagonista ma che arriva comunque dritto al cuore perché potrebbe essere la storia di ognuno di noi, di un lettore appassionato; di un curioso delle vite altrui. Un libro per sognatori, per chi ama i libri e arriverà il tempo per la sua avventura. 

La proposta di Rainbow

Doppio sogno, di Arthur Schnitzler

Magari il titolo di questo libro non vi dirà nulla, ma è la storia che ha ispirato il film “Eyes Wide Shut” di Stanley Kubrick.
Devo dire che non ho mai apprezzato particolarmente il film, probabilmente per via di un’antipatia a pelle nei confronti di Tom Cruise. Il libro, invece, mi ha conquistata. Si tratta un libro da circa 120 pagine, da leggere tutto d’un fiato.

La storia si svolge tutta nell’arco di una nottata, e ha come protagonista il medico Fridolin. L’uomo, dopo aver scoperto che la moglie Albertine ha desiderato un altro uomo durante una vacanza (ma senza mai davvero andarci a letto) si sente ferito e tradito. Pur di “vendicarsi” passerà una notte intera a cercare di vivere un’esperienza trasgressiva per eguagliare quella della moglie.

La storia in sé non è poi così memorabile, ma l’atmosfera mi ha completamente conquistata. Le avventure notturne di Fridolin sono a cavallo tra sogno e realtà, in un’atmosfera onirica in cui il lettore si ferma ad ogni pagina a chiedersi se quello che sta leggendo sia accaduto davvero o si tratti soltanto di una fantasia del dottore. Fridolin risulta un personaggio davvero sopra le righe: il tradimento immaginario della moglie lo ferisce come se fosse un tradimento a tutti gli effetti, addirittura si dimostra rancoroso quando la donna confessa di aver sognato che il marito venisse crocifisso.
Per Fridolin non esiste confine tra sogno e realtà: per lui Albertine lo ha davvero fatto crocifiggere e resta arrabbiato con lei. Ma alla fine della storia i due si ritrovano, con Albertine e Fridolin che decidono di non indagare oltre le cose avvenute quella notte, ritrovandosi a ringraziare di essere sopravvissuti a tutte le avventure, “quelle vere e quelle sognate” e che decidono di vivere la loro vita matrimoniale giorno per giorno, senza indagare su cosa potrebbe riservare loro il futuro.

L’ho trovato un finale molto agrodolce, adatto al tono della storia. Un piccolo classico che vale la pena recuperare.

 

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Lost Wanderer

veronica

Lost Wanderer

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