Vita da Expat

I miei tatuaggi Travel: i luoghi che porto sempre con me

Quando mi presento agli altri, non ho molte parti del corpo scoperte. Ho quasi sempre pantaloni lunghi, se porto una gonna o un vestito, molto probabilmente ho delle calze o leggings a coprirmi le gambe nude; le magliette che indosso sono poco scollate e, non avendo temperature davvero estive in UK, difficilmente sono in maniche corte. La divisa di lavoro consiste in una camicia abbottonata fino all’ultimo, dalle maniche lunghe e nera. Gonna e collant dello stesso colore. Difficilmente la gente si immagina che io abbia dei segni grafici sul corpo. Ho la faccia di una troppo pulita, mi è stato detto in passato.

Eppure ho tre tatuaggi. I miei tatuaggi travel, o almeno io li consideri tali. Sono tutti a distanza ravvicinata, sul braccio sinistro e probabilmente non saranno neanche gli ultimi.

Scelgo con cura cosa tatuarmi; i miei marchi di fabbrica sono pensati a lungo essendo una persona lunatica, ho il bisogno di sapere che non mi stancherò mai di essi. Ho iniziato con una rosa dei venti; successivamente il sud puntava alla Sicilia, che sta vicino al mio polso. I fiori di ciliegio, colorati di rosa, si sono messi in mezzo un anno fa.

L’idea di avere dei tatuaggi

tattoo artistSapevo che il mio primo marchio di fabbrica doveva avere a che fare con i viaggi. Ero molto tentata di tatuarmi un aeroplano o la parola “wanderlust” o addirittura “wandererer”, dopotutto il nome del blog non è stato scelto a caso. Eppure mi sembravano tutti molto scontati sulla mia pelle, Pinterest mi ha aiutata molto per l’ispirazione finché non ho trovato dei tatuaggi sulle bussole e la rosa dei venti. Ho scelto il design che preferivo e sono andata dal primo tatuatore che trovassi disponibile e ho preso appuntamento.

L’eccitazione ma anche l’ansia crescevano ad ogni giorno che mi divideva dal 2 Settembre quando mi sono seduta su quella sedia e ho sentito il ronzio della macchinetta. Il mio ragazzo si era tatuato dallo stesso ragazzo, il giorno primo. Gli aveva fatto male, ma il suo tatuaggio era un tribale che gli ha preso un bel po’ di tempo e qualche goccia di sangue. Ero preparata a sentire dolore, me lo aspettavo quasi.

Invece no; il dolore non c’è stato, anzi. Lo trovavo piacevole. Forse perché erano solo linee, forse perché in venti minuti ero già in piedi a rimirare quell’inchiostro nero sulla mia pelle bianca come una mozzarella. Mi era piaciuto sentire il pizzico dell’ago ogni volta che entrava nella pelle e mi marchiava, ed avevo già voglia di risentirlo.

Dicono che ci si tatua la prima volta o smette subito o diventa una droga. La mia poteva diventare una droga, perché dopo sei mesi ero di nuovo seduta su quella sedia pronta a sfruttare la rosa dei venti, puntando il sud verso la Sicilia. Solo che stavolta un leggerissimo dolore l’ho sentito e non me lo aspettavo, quindi ho aspettato un anno per farmene un terzo.

Il dolore che si prova non è intenso, certo è costante ma non vi fa piangere di dolore. Lo si paragona ad un pizzicore che non puoi bloccare finché la macchinetta non lascia la tua pelle. Ma il risultato vale sempre quel pizzicore!

Le reazioni

Mia madre non era molto contenta quando gli ho detto che avevo un tatuaggio. Dovete sapere che avevo paura a dirglielo proprio perché sapevo che la sua reazione non sarebbe stata esattamente positiva, ma poteva andare peggio. Mi ha chiesto solo perché mi ero “rovinata” la pelle; cosa succederà quando diverrò vecchia; prima o poi mi sarei stufata e altre mille domande che tutti prima o poi fanno a chi ha tatuaggi. Perché sì, la gente farà queste domande costantemente. Come se tu fossi la prima ad avere quei segni sulla pelle; come se non ci avessi pensato mille volte prima di decidere un disegno e non avessi dato un significato dietro ad esso. E poi, rovinare la pelle… Direi più abbellirla. Ma sono punti di vista.
Quando sarò vecchia probabilmente non mi importerà neanche più di cosa avrò fatto al mio corpo. Saprò di aver vissuto la mia vita come volevo, o almeno spero.

È pur vero che in Italia non si vede moltissima gente con i tatuaggi. Anzi sembra quasi ci sia ancora lo stigma che chiunque ne abbia anche solo uno, non debba essere una brava persona. So di gente che non ha passato colloqui di lavoro proprio a causa di questo. Mentre qui nel Regno Unito è l’opposto. Difficilmente si vede qualcuno che non ne ha uno anche piccolino e nessuno nei posti di lavoro si scandalizza. Io ho persino colleghi con tatuaggi sulle mani a cui nessuno fa problemi.

Ma perché proprio questi disegni come miei tatuaggi travel?

miei tatuaggi travel, tattoo, sicily, compass rose, sakura, flowersL’idea dei tatuaggi mi allettava da sempre, mi piaceva vederli addosso agli altri ma non ne avevo il coraggio. Fuorviata dall’opinione comune, pensavo non andasse bene averne uno, figurarsi di più. Poi sono partita e la cosa ha preso decisamente una svolta. Più ci pensavo, più volevo farlo.

La rosa dei venti è stato il primo; doveva rappresentare la mia voglia di viaggiare. Allo stesso tempo volevo che fosse un qualcosa mosso ad orientarmi nella vita, come una bussola che punta sempre al nord. Qualsiasi decisione avessi preso, potevo essere guidata da quel punto fermo. Ed ancora, going with the flow, come dicono qui. Seguire il flusso, dei venti in questo caso e farmi portare da essi quando avevo bisogno di lasciarmi andare e vagare.

Mi sarebbe piaciuto che il sud fosse stato al posto dell’ovest, puntando al mio cuore e ricordandomi le mie origine. Dopo il secondo tatuaggio acquisto invece un significato diverso, quel Sud puntava alla Sicilia. La mia terra. Non potevo omaggiare la mia regione se non in questa maniera, portandola con me, sul polso, ogni giorno, ovunque. Forse è stato l’unico tatuaggio dei tre a cui non ho pensato due volte prima di farlo. Andava fatto, punto e basta.
Se avessi vissuto ancora in Sicilia, sarebbe stato strano, ma vivendo in Galles, per me era importante avere una parte così importante di me, tatuata.

Il terzo invece è arrivato un anno dopo

Pensato attentamente e perfezionato nel tempo. La luna e i fiori di ciliegio erano due simboli che volevo fortemente ed ho deciso di unirli. Un ramo a forma di luna calante, con i fiori di ciliegio rosa, alcuni aperti, altri appena dischiusi e altri ancora chiusi. Una scritta a completare la forma della luna “bloom baby”. Fiorisci, piccola. Non importa quanti anni ho adesso e avrò in futuro, c’è sempre tempo per crescere, fiorire, e rifiorire. Siamo come bellissimi fiori, abbiamo bisogno di tempo, acqua, luce e nutrimento per crescere forti. Ci saranno dei periodi bui in cui sembra che stiamo appassendo ma con le giuste cure, possiamo riprenderci. E così sono io.

I fiori di ciliegio non sono solo l’espressione grafica di questo processo ma anche un reminder del sogno di andare a vederli schiudersi in Giappone. Mentre la luna si deve al fatto che io sono molto lunatica ed impulsiva; calante perché pronta a diventare nuova, a rigenerarsi. Si alleggerisce da tutto per diventare nuovamente piena di luce. Non poteva che andare a nozze con il significato dietro bloom baby.

Sicuramente questi non saranno gli ultimi che faro ma ci andrò piano, rimanendo sempre focalizzata dietro il significato di ognuno di essi. Voi avete tatuaggi? Hanno qualche significato dietro? Sono curiosa di conoscere le vostre storie.

 

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Lost Wanderer

veronica

Lost Wanderer

73 thoughts on “I miei tatuaggi Travel: i luoghi che porto sempre con me”

  1. Anch’io ho 3 tatuaggi… uno fatto a 16 anni e non ‘pensato’ pi? di tanto ma che in qualche modo mi rappresenta, dopodich? ho una fenice sulla schiena che rappresenta la resilienza e la capacit? di rinascere dalle proprie ceneri e poi ne ho uno dedicato ad un mio caro amico che non c’? pi?…. mi piacerebbe farne uno a tema viaggi, ma dato che i tatuaggi vanno dispari dopo dovrei farne un altro ancora quindi per il momento attendo…

    1. Posso dirti che io ho avito due tatuaggi per quasi un anno prima di fare il terzo, non credo ai tatuaggi dispari.

  2. Se ? vero che i tatuaggi ci rappresentano i miei sono principalmente legati al tema dei viaggi…una rosa dei venti (tipo la tua ma sulla spalla) e un mappamondo con 3 rondini che girano intorno (che rappresenta la mia famiglia, con cui viaggio) sul braccio. Ci sono legatissima!

  3. Anche io ho dei tatuaggi che ho fatto uno di seguito all’altro proprio per la smania che ti prende appena finisco il primo! Ne ho 6 ma nessuno a tema viaggi, mi ero promessa di farne un settimo al ritorno dal primo viaggio da sola, per celebrare la riuscita di un sogno cos? sofferto e, nonostante siano passati gi? due anni, ancora devo farlo perch? sono indecisa. Prima o poi mi verr? l’idea giusta. Come te sono lunatica quindi devo trovare qualcosa che non mi stanchi ?

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