Manuali di sopravvivenza

Sopravvivere senza condizionatore

DISCLAIMER: I Manuali di Sopravvivenza sono volutamente ironici e sopra le righe. Non vanno presi (troppo) sul serio.

Questo non è un manuale di sopravvivenza. È la cronaca di un’esperienza premorte con tanto di visita all’inferno. A metà luglio il condizionatore in casa Rainbow ha smesso di funzionare. 

Le ditte di manutenzione

Un condizionatore rotto significa dover avere a che fare con le ditte di manutenzione. E avere a che fare con le ditte di manutenzione significa prenotarsi un biglietto di sola andata per il manicomio. Non importa quante ditte chiami. Tutte, tutte, TUTTE ti diranno di essere impegnatissime in quel momento e ti fisseranno un appuntamento dopo due settimane. Qui a casa Rainbow sono venuti quattro volte, nell’arco di più di un mese. La prima volta, la ditta è venuta senza scala e senza arnesi. Gli operai hanno guardato il condizionatore da fuori, sentenziando che sarebbe stato un lavoro da almeno 300€, e se ne sono andati. Le volte successive hanno fatto piccole riparazioni e  se ne sono andati via fieri di aver risolto. Richiamati la sera stessa per avvisarli che in realtà il condizionatore non funzionava MANCOPERILCAZZO, si sono detti stupiti, hanno ribadito di essere impegnatissimi e hanno fissato l’appuntamento successivo per il 2027. Al momento, aspettiamo il quinto operaio che ci aveva GIURATO di presentarsi qui il 12 Agosto. Indovinate chi non è venuto il 12 Agosto e non si è mai più fatto sentire.

Come una volta

“Una volta non avevamo i condizionatori e ce la cavavamo benissimo!”. Grazie Mariagiovannailluminatassunta. Erano anche i tempi in cui si moriva a 40 anni per uno starnuto. Sarebbe bello tornare a quei tempi, così alla prima influenza ti levi dalle balle coi tuoi consigli non richiesti. Casa Rainbow in estate prende il sole dalle 13 alle 21, praticamente. È un forno, posso cuocere i biscotti appoggiandoli sul pavimento. E nelle ultime estati le temperature da queste parti sfiorano i 40 gradi, quindi nell’appartamento arriviamo facilmente ad avere 34 gradi. E no, i metodi tradizionali per “rinfrescare casa” non funzionano.

Per sopravvivere, le tapparelle in casa Rainbow restano abbassate tutto il pomeriggio e il ventilatore probabilmente andrà in sciopero per quanto è stato abusato. 

Scroccare l’aria condizionata

Ovviamente, non avendo il condizionatore a casa, la strategia di sopravvivenza è stata scroccare quanto più possibile l’aria condizionata. Supermercati, centri commerciali, case di amici più fortunati sono state l’habitat da frequentare nell’ultimo mese. Ormai conosco i prezzi di tutti i prodotti dell’Esselunga a memoria. L’ultima volta che ci sono stata il reparto ortofrutta era mezzo vuoto, perché lo stavano rifornendo. Uno dei magazzinieri mi aveva detto che si sarebbe voluta una mezz’ora per riempirlo, e io sono stata felicissima di aspettare per avere mezzo gambo di sedano.

Dormire col caldo

Posso sopportare di lavorare col caldo.

Mi accollo pure di cucinare col caldo (o di nutrirmi di insalata di riso fino alla fine dei miei giorni.)

Ma non chiedetemi di dormire col caldo. Io dormo male tutto l’anno, ci metto una vita a prendere sonno e mi risveglio continuamente. Una notte di sonno senza risvegli per me è un sogno (letteralmente). 

Figuriamoci dormire col caldo. In questo caso, il già citato ventilatore in azione 24 ore su 24 non basta. Credo di aver dormito bene l’ultima volta nel 1994. E non prendo nemmeno il caffè la mattina per svegliarmi. Ormai sono immortale.

Stemperare col mare

Se già normalmente il mare mi manca tantissimo, figuriamoci in un’estate senza condizionatore. Farsi un bagno è il modo migliore per abbassare un po’ la temperatura corporea e restare freschi tutto il giorno. Siccome la legge di Murphy deve sempre dimostrarsi realistica, quest’anno ho fatto un totale di esattamente due giorni di mare. Qualsiasi giorno libero pioveva, c’erano le bollette da pagare, Godzilla si stava facendo una passeggiata sul litorale romano. Risultato? Nemmeno il sollievo di un bel bagno fresco.

Non è il caldo, è l’umidità

Dopo un mese senza condizionatore, posso confermare la saggezza popolare del “non è tanto il caldo, è l’umidità.”

Perché umidità significa sentirsi appiccicosi, uscire dalla doccia già sudati, appiccicarsi al divano. Contro l’umidità le tapparelle abbassate non possono fare nulla. Contro l’umidità c’è solo una cosa che può risolvere: il condizionatore in modalità deumidificatore. E sapete chi è senza condizionatore in questo momento? 

Sempre la sottoscritta. 

Consolatemi dicendo che pure voi siete senza condizionatore, per favore. Che io sto già pensando di trasferirmi al polo Nord.

4 pensieri su “Sopravvivere senza condizionatore”

  1. Spero che nel frattempo tu abbia risolto! Ti capisco perché io ho il condizionatore solo in sala, ma in camera da letto ovviamente non arriva nemmeno un filo d’aria. Penso che sia da maggio che stiamo rincorrendo le varie ditte chiedendo di venire a installarci un altro condizionatore, e sicuramente puoi immaginare le volte in cui ci siamo sentiti dire: “Facciamo un salto dopodomani”. Siamo a fine agosto e non si è visto nessuno. Provvisoriamente abbiamo risolto facendo a turno per dormire sul divano in sala: una notte ciascuno. Per fortuna questo caldo malefico sta per finire!

    1. Con tutti sti salti che devono fare, mi aspetto che vengano delle lepri a montarvi il condizionatore!

  2. Allora, ti dirò che io in casa l’aria condizionata non la ho, per cui d’estate mi abbraccio al ventilatore e la notte dormo con finestra spalancata… l’aria passa, perché casa mia non ha persiane (lo so, lo so, ma sono in affitto…) però il fatto è che alle 6 spalanco gli occhi perché giustamente entra già luce!

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