DISCLAIMER: I Manuali di sopravvivenza sono volutamente ironici e sopra le righe. Non vanno presi (troppo) sul serio.
Se Checco Zalone già da bambino sognava di fare “il posto fisso”, la vostra Rainbowsplash ha sempre avuto una grande passione per una vita priva di vincoli, in ogni settore della propria vita. Per questo, da brava idiota patentata, è cascata nella trappola della vita freelance.
Che vuol dire freelance?
È una di quelle parole che abbiamo mutuato dall’inglese, perché dire “Professionista squattrinato” sembrava brutto. Il freelance è un lavoratore indipendente, che sceglie di volta in volta con chi e in che tempi lavorare, e soprattutto è in grado di negoziare il proprio compenso. O almeno, questo diceva la brochure.
La verità
La dura verità è che il freelance lavora h24 per una paga misera, e di solito quella paga misera viene pure prosciugata dalla partita IVA da mantenere. Il sogno di lavorare senza avere un capo che ti dica cosa fare, senza avere orari prestabiliti, poter lavorare da casa propria o da una sdraio sulla spiaggia delle Maldive… si infrangono brutalmente alla prima scadenza di tasse da pagare. E allora ci si rende conto che non si può rifiutare il ruolo che ci è stato offerto perché a fine mese arrivano le bollette. Ed è anche peggio che lavorare come dipendente. Almeno lì il capo è uno solo. Da freelance hai dodici committenti, tutti abbastanza psicopatici.
Artista Freelance
Che bella combinazione di parole per dire, semplicemente, “Povero”.
Essere un artista in Italia significa patire la fame o svendersi facendo i TikTok in cui si scherza su quanto sia difficile la vita dell’artista freelance. Dietro ogni artista freelance, di solito, c’è un partner con lo stipendio fisso che non solo paga l’affitto, ma si accolla anche tutte le ansie e le paturnie dell’artista disperato quando nessuno lo chiama.
Vita privata
La vita privata del freelance è la seguente: in qualsiasi momento mi chiamano, devo lavorare. Sono al pub con gli amici e mi arriva una bozza da correggere? Devo lavorare. È domenica? Devo lavorare. Mi stanno operando a cuore aperto senza anestesia e il cliente mi scrive per le ultime modifiche? Devo lavorare. Generalmente il freelance ha nel suo armadio una felpa, due t shirt e 400 pigiami, tanto passerà la maggior parte del suo tempo con la divisa da casa prendendosela con sé stesso per aver scelto la vita libera, scrollando gli annunci di lavoro come tester di bagnoschiuma per crearsi un piano B.
Il commercialista
Avete mai provato a dire al commercialista che fate un lavoro artistico? Se siete persone sane di mente, no. La vostra Rainbow l’ha fatto, e sapete cosa si è trovata davanti? Una persona completamente impreparata, che non sapeva cosa farsene delle ricevute sul diritto d’autore. Ho dovuto spiegare IO al mio commercialista come doveva compilarmi la dichiarazione dei redditi. E lo pago pure. Ora che ha imparato come si fa col cavolo che lo cambio, e vado a insegnare ad un altro le stesse cose da capo. Però un po’ li capisco, poverini. Si sa che in Italia la burocrazia è un casino, figuriamoci se si mettono a studiare qualcosa che gli capiterà tipo mai nella vita come seguire un artista.
Bonus
Bonus, aiuti, sconti in bolletta, sussidi e compagnia bella hanno praticamente tutti lo stesso problema: se sei un libero professionista ti attacchi e non ci puoi accedere. In fondo mica sono i liberi professionisti quelli con una pressione fiscale intorno al 70% che magari avrebbero bisogno di aiuti eh. No no. Ho dovuto spiegarlo IO al CAF che diamine di redditi fossero i miei, non lo sapevano nemmeno loro.
La pensione
Se sei un freelance, i tuoi ti guardano con preoccupazione, ti chiedono se stai mettendo qualcosa da parte per la pensione. Sappiamo tutti che la risposta è no. In compenso, in questo siamo in buona compagnia: per come vanno le cose ultimamente, nessuno avrà la pensione. Benvenuti nel mio mondo, abbiamo i biscottini. Di sottomarca.
I lati positivi
Però i lati positivi del lavoro freelance ci sono, e sarebbe ingiusto non parlarne. Tipo, puoi scegliere le persone con cui lavorare, ed evitare come la peste quelli che ti stanno antipatici. A meno che tu non abbia bisogno di soldi. Puoi scegliere di lavorare negli orari che ti sono più comodi, e magari saltare una giornata quando hai commissioni da fare, o semplicemente prenderti il giorno libero. A meno che tu non abbia bisogno di soldi. Il cliente ti tratta male? Puoi mandarlo a quel paese a cuor leggero e non stressarti oltre. A meno che tu non abbia bisogno di soldi. Puoi… ah no niente, mi sa che avete capito il concetto.
Quanti di voi si god…soffrono la vita da liberi professionisti?
Ciao, sono Rainbowsplash, e mi definisco “un gavettone di colori”: mille passioni, mille cose da fare (sempre in zero tempo) e un sacco di buonumore. Scrivo per passione e per professione. Qui sul blog trovate le mie avventure da fuorisede, i miei consigli a tema beauty e i miei manuali semiseri di sopravvivenza. L’ho già detto che ho mille hobby?

