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Sopravvivere al lavoro d’estate

DISCLAIMER: I Manuali di sopravvivenza sono volutamente ironici e sopra le righe. Non vanno presi (troppo) sul serio.

Quando arriva l’estate, ci sono due tipi di persone: quelle che sono in vacanza e quelle che lavorano. Se sei arrivato su questo articolo, è molto probabile che appartieni alla seconda categoria. Se rimpiangi i tempi del liceo in cui avevi tre mesi di ferie e ti lamentavi pure di dover andare a scuola i mesi restanti, sei nel posto giusto.

Ma che lavoro fanno?

Quando vedo qualcuno che a metà giugno è a rosolarsi in spiaggia il martedì mattina non posso fare a meno di chiedermi che lavoro faccia. E nel caso, dove mandare il curriculum per potersi candidare. Ok gli studenti squattrinati con i loro tre mesi di vacanza, passino le madri a tempo pieno che portano i bambini al mare, capisco pure gli anziani in pensione che non sanno come passare il tempo… ma tutti gli altri? Cosa ci state nascondendo? Perché non ci dite come si fa ad avere tre mesi di ferie? Per quasi 10 anni ho vissuto in una località di mare e ti posso assicurare che la spiaggia era invasa già dai primi di Giugno.

Beata te!

“Almeno tu stai in ufficio/casa/negozio/inserire luogo di lavoro col condizionatore! In spiaggia si suda, c’è la sabbia e il sole!”

Il fatto che non abbiamo ancora messo la pena di morte per chi pronuncia questa frase fa capire quanto siamo indietro come società.

Ogni volta che qualcuno me la rivolge, vorrei rispondere che nessuno li obbliga ad andare in spiaggia. Se è così brutto, Piercarlamaria, come mai ci vai ogni santo giorno per dodici ore al giorno per tre mesi? Chi si fa tre mesi di mare lo descrive come la cosa peggiore che gli sia mai capitata. Non lo so, magari c’è una setta di lidi che, se vai in spiaggia i primi di Giugno poi ti costringe a continuare ad andarci fino a Settembre? Altrimenti non si spiega.

Non ci sono più le ferie di una volta

“Ormai nessuno può permettersi più le ferie estive” commenta la Piercarlamaria di turno, con l’ombrellone in prima fila al Lido Costissimo. “Pensa che quest’anno torno a casa già il 30 Agosto! Altro che 20 Settembre, come si faceva una volta”. Tutti abbiamo conosciuto una Piercarlamaria, di professione Lamentatrice Professionista. La riconosci perché è quella che ti dice che stare al mare è faticoso, che gli hotel 5 stelle non sono più quelli di una volta, che quest’anno ha dovuto saltare la vacanza semestrale alle Maldive perché pioveva. Tutti ci chiediamo come faccia Piercarlamaria a permettersi una vita del genere. Soprattutto la Finanza.

Quando hai le ferie tu?

Io abolirei questa domanda. Farla ad un libero professionista è pura crudeltà. Chi lavora da freelance non ha mai le ferie. Quando “sta in ferie” vuol dire che nessuno lo ha ingaggiato, e quindi probabilmente si sta lasciando morire di fame e consumando pasti a base di legumi in scatola. Quasi nessun libero professionista programma le sue ferie. Al massimo si fa un weekend fuori. E lo passa rispondendo alle mail, maledicendosi e pensando ai suoi amici statali che hanno trovato il biglietto d’oro di Willy Wonka.

Lavorare col caldo

Può esserci anche un condizionatore modalità pinguino acceso h24. Ma lavorare col caldo si porta dietro tutto il dolore del mondo. Perché lo sai che lì fuori ci sono 40 gradi che ti aspettano, e che mentre tu rispondi alle mail c’è qualcuno che si sta rosolando al sole. A fine giornata mica torni a casa col teletrasporto. Ti butti sui mezzi contaminati dal sudore di secoli di pendolari. Che ti ricordano che mentre altri si rosolano al sole, qualche disperato come te quei mezzi li prende. Spesso senza avere la decenza di farsi una doccia.

Italia chiusa

Anche perché ci pensa il mondo a ricordartelo. Soprattutto in Italia, sembra che tutto si fermi fino a settembre. Uffici? Chiusi. Commercialista? Introvabile. Piccole attività? Chiuso per ferie. Medico di base? Irreperibile. Se giri in città ad agosto, ti sembra di trovarti in un revival di “Io sono leggenda” in cui sei l’unico essere umano rimasto.

La pausa pranzo

Saluta la pizza, benvenuto Poke. Per la pausa pranzo estiva, la parola d’ordine è “piatti freschi”. Anche perché d’estate l’abbiocco post pranzo colpisce duro. Ci sarà un motivo se al sud il riposino pomeridiano è sacro, e l’orario di riposo è rispettato manco fosse legge.

E tu, quest’estate, sei una Piercarlamaria o una Rainbowsplash che lavora?

18 pensieri su “Sopravvivere al lavoro d’estate”

  1. Penso che la mentalita’ dell’Italia chiusa ad agosto vada profondamente cambiata. Io adoro le vacanze fuori stagione, ma anche qui in Australia sono costretta a prendere due settimane quando l’universita’ chiude, per fortuna a cavallo di Natale.

  2. Ormai da qualche anno nella mia città c’è una sorta di controtendenza. A Agosto sono in tanti che lavorano, soprattutto liberi professionisti ma anche molti dipendenti prediligono le ferie negli altri mesi estivi. A loro piace proprio l’idea di vivere nella città “deserta”

  3. In città non c’è davvero nessuno, me lo dicono sempre i miei bagnanti, invece qui sulla costa romagnola siamo tutti più attivi che mai. Le ferie, se qualcuno non lavora con i turisti, le si prendono a cavallo del ferragosto e massimo una settimana. Io invece non ho ferie in estate, è il momento delle pubbliche relazioni, dei cambi negli appartamenti, del ricevimento ospiti, della risoluzione dei problemi. Insomma, io non posso stare sotto l’aria condizionata!!

    1. Vero! A me ad esempio piace da morire partire a capodanno e salutare l’anno nuovo in vacanza

  4. L’articolo mi ha fatto sorridere!
    Ho lavorato molti anni d’estate e per quanto ne apprezzassi il minore carico di lavoro avrei voluto più tempo per godermi la bella stagione…adesso lavorando in ambito scolastico ho due mesi di stop consecutivi…
    ne sono felice ma rimpiango quando con l’altro lavoro avevo la possibilità di prendere ferie durante tutte le stagioni, quando il turismo di massa è fermo e viaggiare è molto più facile ed economico…
    L’erba del vicino…. 🙂

  5. Piercarlamaria sono io e infatti di professione faccio la Lamentatrice!
    Non nel senso che sono in ferie fino a settembre ma nel senso che, odiando mare, spiaggia e rosolatura, darei un braccio per vivere in una di quelle città che ad agosto si desertificano ma qui da me non succede da eoni! Sgrunf…

  6. Io non vivo al mare, ma le Piercarlamaria le incontro anche qui in città: sono quelle che mentre tu prendi cinque minuti di pausa e corri al bar per un cappuccino veloce, loro sono lì da ore per colazioni/brunch/aperitivi lunghissimi. E si lamentano, perché nel dehor fa caldo, c’è troppo o poco vento e via dicendo.
    Come al solito mi hai fatto morire dal ridere 🙂

  7. Appena compiuti diciotto anni ho iniziato a fare lavoretti estivi per rendermi autonoma, e fino ai trenta ho lavorato in un albergo stagionale. E’ un pò come fare il ginecologo, gli altri Si divertono dove tu devi lavorare… ma per la mia indipendenza ne è valsa la pena direi..

  8. Onestamente a me non è mai dispiaciuto lavorare in Luglio, sarà che a Milano è normale e alla fine c’è sempre quella voglia di fermarsi un pò di più e fare un’aperitivo all’aperto. La cosa veramente devastante sono i mezzi di trasporto, su quelli non vorrei mai salire da Maggio in poi

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