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Cosa vedere a Palermo in un giorno

Caotica, chiassosa, casereccia, quando penso a Palermo mi vengono in mente questi tre aggettivi. Iniziano tutte con la stessa lettera, e forse non è neanche un caso. Dopotutto il sostantivo perfetto per il capoluogo siciliano è “conquistata”. Sì, perchè grazie alla sua posizione strategica sul mar Mediterraneo, Palermo ha una storia di conquistatori e ribelli alle spalle che parla nelle sue strade, nella sua architettura, persino nel suo dialetto. Talmente tanto c’è da vedere in questa grande città che la prima volta ci si può sentire sopraffatti dal caos che regna ovunque. In questo vi vengo in soccorso io e vi indico cosa vedere a Palermo in un giorno.

Meno di ventiquattro ore non bastano in effetti per vedere la bellezza nascosta di una città che a tratti sembra maleducata, scontrosa e che non capisce di avere un patrimonio unico al mondo. E per finire con le “c” è stata persino Capitale Italiana della Cultura nel 2018. Perché dopotutto prima o poi qualcuno si è accorto del potenziale che ha Palermo.

Palermo in un giorno: tra Albergheria e storia

Duomo di Palermo

Un tour alla scoperta delle meraviglie storiche ed architettoniche della città non potrebbe iniziare altrove. Palazzo Reale o Albergheria è il quartiere più antico del capoluogo siciliano. Qui era ubicata l’antica dimora dei Re di Sicilia ma negli anni divenne il porto sicuro di viandanti e ribelli che trovavano tra le sue strade rifugio, da qui il nome Albergheria.

Basta entrare dalla porta, in senso letterale, per iniziare il vostro tour di Palermo in un giorno. Porta Nuova è infatti l’ingresso dell’Albergheria, nonché l’ingresso principale della città via terra nei secoli antichi. Costruito come un vero e proprio arco di trionfo, sugellò il successo di re Carlo V contro le armate turche. Pur avendo subito danni totali e parziali negli anni, è stata rimessa in sicurezza e restaurata recentemente.

Basta deviare alla propria destra per vedere l’imponenza del Palazzo Reale, o Palazzo dei Normanni com’è comunemente conosciuto. Abitata un tempo dai sovrani, è adesso la sede dell’assemblea regionale siciliana e dell’osservatorio astronomico di Palermo.
Si presenta come un ampio complesso di architettura normanna, bizantina ed araba che è entrato a far parte del patrimonio UNESCO siciliano. Degni di nota sono i sotterranei con resti di insediamenti punici e la Cappella Palatina, basilica a tre navate voluta da Ruggero II come cappella di famiglia.

In origine il Palazzo Reale era collegato tramite una via coperta alla Cattedrale di Palermo, ubicata a meno di cinque minuti di distanza. Anch’essa patrimonio UNESCO, è composta da una navata a croce con numerose opere statuarie ed affreschi ad abbellirne l’interno. Degni di nota sono la cripta ed il tetto, completamente visitabile, dal quale si riesce a vedere gran parte della città.

Orari e prezzi dei siti
  • Palazzo dei Normanni: L’accesso a tutto il complesso ha un prezzo di €18. Se siete interessati solo alla Cappella Palatina il costo è di €13,50 e comprende la visita ai giardini reali e ad eventuali mostre. Gli orari variano dalle 08:30 alle 14:30 dal lunedì al giovedì, dalle 09:00 alle 16:00 il venerdì, dalle 08:30 alle 16:30 il sabato mentre la domenica dalle 08:30 alle 09:30 e successivamente dalle 11:30 alle 14:30.
  • Duomo: Aperto al pubblico dal lunedì al sabato dalle 09:00 alle 14:00, mentre la domenica l’accesso è limitato alle tombe ed i tetti dalle 09:00 alle 13:00. Il biglietto per tutto il sito è di €8, mentre €4 costa l’ingresso alle tombe reali, cripta e tetti, solo per le tombe reali il prezzo scende a €1,50.

Sosta al mercato di Ballarò

Ballarò, uno dei mercati più antichi a Palermo

Cuore pulsante dell’Albergheria è Ballarò, uno dei mercati più antichi e famosi di Palermo. Non è difficile trovarlo, basta seguire le viuzze tortuose del quartiere fino a via Dalmazio Birago e seguire le grida degli abbanniatori, i vari venditori che incitano a comprare le loro merci.

Oltre alle bancarelle ortofrutticole ed articoli di uso domestico, si trovano anche carni e pesci che vengono persino cucinati, creando così delle baracche-locale nel quale ospitare palermitani e turisti che si fermano a Ballarò per un boccone. Infatti è qui che potrete trovare la stigghiola o le panelle e crocché e persino u panino ca meusa, tipici dello street food siciliano. Passeggiarvi è quindi un tripudio di suoni dal forte accento siculo, odori delle carni cotte su brace e colori di tutti i prodotti tipici che potete acquistare a prezzi irrisori.

Curiosità: Il nome Ballarò si dice derivi dall’arabo Souk el Ballark, mercato degli specchi. Eppure ci sono anche diverse altre leggende che ricollegano il nome del mercato alla famiglia Ballarò che riscuoteva una quota di denaro dalle vendite di ogni bancarella, come una sorta di pizzo, per conto del Re di Spagna.

Palermo in un giorno: Piazza della Vergogna e la sua insolita storia

Piazza Pretoria o Piazza della Vergogna, destinata a Firenze ma acquistata da Palermo

Smaltire lo street food siciliano non sarà facile, ma una bella passeggiata per via Maqueda vi aiuterà sicuramente e vi porterà ad una delle piazze più belle d’Italia, con una storia alquanto singolare.

Bisogna cercare bene per trovare Piazza Pretoria, che sembra quasi voglia nascondersi ad occhi indiscreti. Non a caso il nome che i palermitani le hanno attribuito è Piazza della Vergogna. Al centro vi è infatti una fontana con numerose statue senza veli e diverse vasche protette da teste di animali di dubbia cristianità. Un complesso statuario che attira sempre più persone ma che non era destinato a Palermo, bensì a Firenze! Sfortunatamente per i fiorentini, i Toledo che erano al potere in quel periodo storico, avevano talmente tanti debiti da dover vendere la fontana che venne acquistata da Palermo. Eppure non tutti furono contenti del nuovo abbellimento della piazza. Era stata infatti trasportata e ricostruita nella sua interezza di fronte un convento di suore di clausura.

Leggenda vuole che le suore, durante la notte, andassero ad evirare le statue che spiegherebbe perché oggi si possono trovare sfregiate. Una storia simile a quella delle statue del Vaticano che, per volere di Papa Clemente e la sua crociata contro la lascivia umana, furono evirate. Successivamente vennero coperte le parti intime delle statue del Vaticano con delle foglie di fico.

I Quattro Canti

Palermo in un giorno: i Quattro Canti

Poco distante da Piazza della Vergogna, troverete un altro monumento storico da vedere a Palermo in un giorno: Piazza Villena. Una piazza ottagonale delimitata da quattro grandi edifici soprannominati Quattro Canti, nome che deriva dalla rappresentazione dei quattro quartieri più antichi della città: Albergheria, Capo, Loggia e Kalsa.

I Quattro Canti sono un’opera d’arte sia a livello singolare che complessivo. Infatti ogni facciata è divisa su più livelli, con statue, stemmi e iscrizioni che risalgono al XVII secolo. Dal basso verso l’alto troviamo quattro fontane che rappresentavano i quattro fiumi della città antica; subito sopra le statue che raffigurano le quattro stagioni, seguite dalle statue dei Re spagnoli ed infine le quattro sante di Palermo.

La piazza segna l’incrocio di due grandi vie del centro palermitano, via Maqueda che riporta all’Albergheria e il Cassaro.

Curiosità: In Sicilia, molte città sono segnate dal Cassaro, non è il nome comune di una via specifica ma segna la strada del borgo antico e quindi la sua via principale. Nel caso di Palermo, il nome vero e proprio del Cassaro è via via Vittorio Emanuele.

I teatri della città

Teatro Massimo

Percorrendo via Vittorio Emanuele, troverete moltissimi locali dove poter sostare e bere un caffè. Personalmente quando ho portato i miei amici in giro per Palermo per meno di dodici ore, abbiamo seguito lo stesso itinerario che vi sto scrivendo. Non abbiamo usato alcun mezzo, a parte la macchina per arrivare da Trapani, che abbiamo poi parcheggiato in zona Università e poco distante da Porta Nuova.

Abbiamo quindi fatto sosta al Palermo Store Cafè, dove non solo hanno delle granite buonissime ma anche i cannoli, arancine di tutti i tipi e tante altre leccornie. Ve lo consiglio se anche voi, come noi, avrete voglia di sedervi ai tavolini e gustarvi una meritata pausa prima di continuare fino alla fine della via e arrivare al Teatro Massimo.

Il primo edificio teatrale più grande d’Italia, il Teatro Massimo inizialmente avrebbe dovuto ospitare il casino dei nobili. Fortunatamente la cosa non andò in porto e rimase solo un teatro, rendendolo secondo solo all’Opèra Garnier di Parigi e la Staatsoper di Vienna come grandezza. Apparso persino in pellicole cinematografiche come il Padrino parte III, è l’orgoglio dei palermitani.

Poco distante, si trova il secondo teatro più famoso di Palermo: il Politeama. Teatro con una ricca storia dietro: costruito alla fine del 1800, la prima rappresentazione teatrale fu messa in scena quando l’edificio non era stato neanche completato. Successivamente, a lavori compiuti e durante il dopoguerra venne adibito a cinema per qualche anno. Riebbe la sua funzione principale durante la chiusura temporanea del Teatro Massimo. Mentre adesso è la sede dell’Orchestra sinfonica siciliana.
Si erge su piazza Castelnuovo, anche se bonariamente i palermitani la indicano come piazza Politeama.

La Cala, il quartiere degradato da vedere a Palermo in un giorno

Palermo in un giorno: La Cala e il porto

Se avete ancora energie per vedere qualche altra tappa, vi consiglio di visitare i dintorni del quartiere Kalsa. Basta proseguire da Piazza Politeama verso via Roma, la strada principale dello shopping palermitano. Svoltate poi su via Cavour fino alla fine e vi ritroverete in una delle zone più antiche di Palermo: La Cala.

Il porto antico della città che fino a qualche anno fa era in uno stato di degrado, è stato ristrutturato recentemente ed ancora oggi ci sono lavori in corso per rivalutare l’area intera. Si può scorgere persino le antiche mura della città ed il suo Castello a Mare, che permetteva la difesa del porto di Palermo. Adibita persino a dimora dei Viceré e Palazzo Regio per alcuni periodi di tempo. Durante l’era garibaldina, il Castello a Mare fu smantellato e preso d’assalto e solo negli anni ’20 utilizzato come caserma militare. Bombardato ulteriormente nel periodo della guerra, ad oggi vi sono lavori per la ricostruzione del Parco archeologico del Castellammare e numerosi scavi hanno portato alla luce resti di una necropoli araba.

Il Castello a Mare fa quindi da sfondo alla Cala che è forse la parte più turistica del porto, con le sue barche blu e bianche, il bar con terrazza e le varie panchine di design che fanno quasi a cazzotti con il resto del quartiere, molto più povero e desolato.

Foro Italico e La Kalsa: ultime tappe dell’itinerario

Falcone e Borsellino

Bastano però pochi passi per cambiare prospettiva e vedere i primi restauri della rivalutazione dell’area. Un graffito che raffigura le due figure più importanti della città, Falcone e Borsellino, appare su una delle facciate. Ricordano la storia, le lotte di una Palermo che ancora oggi deve fare i conti con la mafia. Perché vedere Palermo in un giorno è anche questo: camminare con il naso all’insù e ritrovare la memoria di un capoluogo che non dimentica.

Continuare per vedere la porta d’uscita del borgo antico di Palermo: Porta Felice. Si apre verso il mare, verso il Foro Italico, un piccolo parco adibito a Promenade sul Lungomare della città. Riuscirete a scorgere la costa di Mondello, la spiaggia preferita dai palermitani.

Eppure Porta Felice è anche l’entrata vera e propria del Cassaro, l’inizio del centro storico di Palermo con i suoi edifici antichi adiacenti a costruzioni più moderne. I locali che ospitano stranieri e non, i suoni, gli odori e i colori di una città che ne ha viste tante, che è stata dominata da molti e ne mostra ogni sfaccettatura in un susseguirsi di architetture diverse. Tutto questo fa parte della Kalsa, nome di origine arabo che significa “eletta”, il quartiere che doveva portare prosperità alla Palermo di un tempo.

Proseguendo quindi per il Cassaro, tornerete all’incrocio dove tutto ha inizio: i Quattro Canti.

Palermo ha molto da offrire ed un giorno solo non basterebbe per scoprirne tutte le meraviglie quindi vi invito ad esplorarla da voi e scovare la sua vera natura.

 

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48 thoughts on “Cosa vedere a Palermo in un giorno”

  1. La Sicilia è fra le mie mete per questo o il prossimo anno, sicuramente salvo questo articolo con tante idee e così ben fatto.

  2. Palermo è una città che mi ha sempre attratto moltissimo! …forse per lo street food, la genuinità della gente?
    la Sicilia era la meta che avrei scelto per le vacanze di Natale 2020 se non fosse stato il Natale del lockdown. Palermo prima tappa. Spero di rifarmi prestissimo e di visitarla bene, seguendo il tuo bellissimo ed accurato itinerario!

  3. Sto collezionando i tuoi articoli sulla Sicilia Veronica! Sarebbe stupendo ripercorrere le tappe dell’itinerario con te e fermarci al mercato per un boccone tipico prima di proseguire. Prima o poi questo sogno devi aiutarmi a realizzarlo!

    1. Prima o poi sono sicura riusciremo a fare un bell’on the road sia nella mia Sicilia che nella tua Campania! ❤

  4. L’anno scorso io e il mio compagno avevamo una splendida vacanza prenotata a Palermo, ovviamente é saltato tutto (per farsi rimborsare da trenitalia ci sono voluti mesi). Speriamo di poterci andare questa primavera, intanto mi salvo il tuo post che mi sarà sicuramente utile.

  5. Un articolo che mi sarebbe tonato utile un annetto fa, quando sono stata a Palermo in giornata per il mio progetto #unacittàalgiorno, con il quale visito una città europea in una giornata incluso il volo (se vuoi dare un’occhiata, trovi l’articolo sul mio blog!). Peccato averlo a disposizione solo ora, ma.. chissà… magari tornerò!!

    1. Ricordo benissimo quella rubrica, che tra l’altro è davvero ben fatta! Stringiamo ancora un po’ i denti per tornare a viaggiare presto (o almeno si spera).

  6. Ecco buon punto di vista, effettivamente io ho visitato fin troppo poco della Sicilia e non me lo perdono, ci sono stata da bambina e poi più! Mi hai tirato le orecchie, di fatto quanta meraviglia e storia c’è da scoprire!

  7. Sono stata a Palermo in gita di quinta superiore (insomma… un secolo fa ahahahaha). Ovviamente nel tempo sarà cambiata, ma vedo che ha conservato il suo fascino di città ricca di contaminazioni culturali da parte di tutte le civiltà più importanti.

    1. Il fascino non lo perde mai, però è decisamente cambiata anche rispetto a dieci anni fa, quando abitavo io per via dell’università.

  8. Palermo è magnifica, io e mio marito avevamo in programma di tornare in Sicilia quest’anno, in ricordo del nostro viaggio di nozze….chissà. Intanto mi sono salvato il tuo post perché è ricchissimo di spunti, altrimenti in un posto denso come Palermo si rischia di disperdere intenti ed opportunità! Complimenti per le bellissime foto!

  9. Non sono mai stata a Palermo quindi questo tuo articolo potrebbe tornarmi utile quando organizzerò una tappa in questa interessante città. Piena di contrasti e contraddizioni, immagino non sia una città semplice da comprendere. Poi mi andrò a leggere anche il tuo articolo sullo street food visto che non ho idea di cosa siano la stigghiola o u panino ca meusa! 😉

  10. Devo assolutamente visitare questa città, lo dico da un sacco di tempo ma poi qualche altra destinazione passa in primo piano. Quest’anno che rimarremo ancora in Italia ne approfitterò per visitare la Sicilia e Palermo. Grazie per le tue indicazioni.

  11. Da tempo vorrei vedere Palermo, quando andrò userò questo tuo post come guida. Tra l’altro una delle cose che mi manca di più della Siclia è il meraviglioso street food!

  12. Non sono mai stata a Palermo, tantomeno in Sicilia ma è una regione che vorrei visitare il prima possibile. Grazie per la tua guida, spero di poterla utilizzare presto😊

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