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La Sardegna non turistica, terra di cultura

Parlare di Sardegna non turistica equivale ad immaginarsi un’isola selvaggia, dai posti inesplorati. La Sardegna è questo ma anche molto altro. Ciò su cui voglio focalizzarmi oggi è la parte culturale di una terra piena di storia e arte. Esistono moltissimi posti che sfuggono ai più solo perché non si cercano davvero. In continua evoluzione, ci sono scavi che ogni giorno potrebbero portare a scoprire nuovi tasselli al ricco patrimonio sardo.

Mi rendo conto che avrei dovuto far passare meno tempo tra un articolo su questa destinazione ed un altro. Dopotutto sono stata qui nel Settembre 2019 ed ho ancora da illustrarvi i posti più belli e meno conosciuti. Vi porterò alla scoperta di uno dei primissimi Nuraghe; un’area archeologica; delle vere terme romane gratuite e molto altro.

Tharros: il punto di partenza per un viaggio alla scoperta della Sardegna non turistica

Situata a San Giovanni di Sinis, in provincia di Oritano, l’area archeologica di Tharros presenta la storia secolare del passaggio dei fenici e non solo. Fondata proprio da questo popolo, Tharros era una delle più importanti città dell’isola, divenendo una tappa tra Marsiglia e Cartagine.

Passeggiare nell’area è come ripercorrere un viaggio nel tempo alla scoperta di templi, necropoli e resti ai tempi dei romani come acquedotti e terme. Dedicatele il tempo necessario per esplorare i resti punici e nuragici. Infine salite in cima alla Torre di San Giovanni e Torre vecchia, simbolo della dominazione spagnola.

Il luogo ha una splendida cornice: le acque cristalline della spiaggia di Capo San Marco.

Orari: Aperta tutti i giorni, l’area archeologica varia i suoi orari in base al mese. Da Novembre a Marzo apre dalle 09:00 alle 17:00. Ad Aprile, Maggio ed Ottobre dalle 09:00 alle 18:00. Mentre nei mesi di Giugno, Luglio e Settembre dalle 09:00 alle 19:00. Agosto invece dalle 09:00 alle 20:00.

Costi: Gli adulti pagano il singolo sito (o il Museo o l’area archeologica) €6 mentre solo la Torre costa €4. La combinazione Tharros e museo costa €10 mentre Tharros più torre è di €8,50. Per tutti e tre invece il biglietto è di €12.
L’ingresso è gratuito per i bimbi da 0 ai 5 anni. I minori di 17 possono usufruire del prezzo ridotto ai singoli siti al costo di €3,50; la combinazione di due siti costa €5, mentre per accedere a tutta l’area archeologica, la torre ed il museo pagheranno €6.

Il pozzo sacro di Santa Cristina tra leggende e festività

L’effetto visivo ed emozionale che emana questo luogo di Paulilatino, in provincia di Oristano, è quasi inspiegabile a parole. Il pozzo è infatti una delle opere nuragiche più belle ed impressionanti che vedrete nel vostro viaggio alla scoperta della Sardegna non turistica.
Risalente a più di tremilacinquecento anni fa, il vano scala è composto da venticinque gradini che accedono fino al pozzo. Alzando lo sguardo, alla base del pozzo, vedrete altrettanti scalini, creando un effetto ottico che colpisce in modo sconvolgente.

Leggende popolari narrano che Santa Cristina morì proprio dentro il pozzo, che prese così il suo nome. Il padre costruì il pozzo e si racconta che la santa scese le scale a testa in giù. Un altro mito vede invece la santa morire durante una guerra tra Paulilatino e Bonarcado, altro comune in provincia di Oristano.

Annesso al pozzo, è possibile visitare il villaggio cristiano e il villaggio nuragico.

Il villaggio cristiano risale a poco prima del 1200 e fu dedicato successivamente a Santa Cristina, con una chiesa eretta in suo nome. Presenta qualche casa che, inaspettatamente, viene ripopolata durante la festa celebrata in onore della Santa e la festa per l’Arcangelo Gabriele. Tornando ad essere un luogo di culto e celebrazione ancora oggi.

Il villaggio nuragico è poco distante e il Nuraghe composto da tre spazi e un ampia sala circolare risale al 1500 a.C. Può essere visitata solo la sala ma non si può salire negli altri spazi. I resti di altri reperti nuragici possono essere visti nella stessa area.

Orari e costi: L’area archeologica è aperta tutti i giorni dalle 08:30 fino all’imbrunire. Il biglietto è gratuito per i bimbi da 0 ai 5 anni, mentre dai 6 ai 13 anni il prezzo è ridotto a €2,50. Dai 14 anni in su si paga la tariffa intera che equivale a €5.
Si effettuano visite guidate ogni ora, partendo dalla prima alle 08:30. SI preferisce un previo contatto telefonico per confermare l’effettivo svolgimento della visita guidata.

Le terme romane di Fordongianus

Trattare di terme romane equivale ad un oneroso biglietto di entrata. Eppure a Fordongianus, in provincia di Oristano, è possibile usufruire delle acque calde a costo zero.

L’area termale archeologica edificata tra il I sec. d.C ed il III sec. d.C, è divisa in due complessi distinti. Il primo usato a scopo termale, sfruttando la sorgente di acqua calda poco distante dal fiume Tirso. Ancora oggi l’acqua sgorga a quasi 54° gradi. Il secondo complesso era invece sfruttato per il riscaldamento artificiale dei bagni, seguendo un percorso della cura del corpo che passava dal freddo al caldo.

Orari e costi: L’area è aperta tutti i giorni dalle 09:30 alle 20:00. Possibili sono le visite guidate previa conferma telefonica. Il costo del biglietto è di €4, il ridotto di €2 si applica tra i 6 ed i 14 anni. I più piccoli entrano gratis.

Oggi è possibile sfruttare le acque termali nella struttura dei Bagni Termali a Is Bangius, poco distante da Fordongianus. Consigliate per terapie reumatologiche, dermatologiche e orto-traumatologiche. L’acque calde hanno una temperatura che oscilla tra i 41° e i 43° gradi. Bisogna prenotare prima di usufruirne.

Io ed i miei amici invece ci siamo immersi proprio nel fiume, di fronte lo stabilimento termale di Fordongianus. Altri come noi hanno sentito il fascino delle acque termali. Purtroppo non sapevamo si potesse fare il bagno e così siamo entrati mezzi vestiti. La sensazione dell’acqua calda era piacevole e rilassante. Era il 2019 quando andai io, quindi le cose potrebbero essere cambiate adesso.

La diga Eleonora d’Arborea

Proprio sul fiume Tirso è stata eretta la Diga d’Eleonora d’Arborea. Crea il più largo bacino artificiale dell’isola, il lago Omodeo. Andò a sostituire nel gennaio del 1997 la diga di Santa Chiara che presentava già da qualche anno la sua pericolosità.

La diga deve il nome alla giudicessa d’Arborea, sovrana dell’ultimo stato autoctono della Sardegna. Conosciuta anche come diga Cantoniera, in quanto sorge nell’omonimo comune, in provincia di Oristano. Durante l’inaugurazione ottenne il primato di diga più grande a livello europeo.

Su Nuraxi di Barumini: un esempio di antica civiltà nella Sardegna non turistica

In provincia del Sud Sardegna, nel comune di Barumini si trova l’esempio più grande di villaggio nuragico risalente al XIV sec. a.C. Ancora oggi è difficile spiegare come a quei tempi si riuscisse a trasportare massi così pesanti e grossi fino a diversi metri d’altezza.

Il Su Nuraxi, che in campidanese vuol dire “il nuraghe”, è una costruzione monumentale quadrilobata, cioè un bastione con quattro torri, con annesso un folto villaggio. I resti del’età del Bronzo presentano un solo vano circolare in cui le famiglie abitavano. Inoltre è possibile notare come una delle “capanne” più grandi sia stata usata come luogo per le assemblee cittadine.

I Nuraghe erano usati a scopo militare, difendendo così il territorio circostante da attacchi nemici. Trovo molto interessante percorrere tutto il perimetro interno del complesso monumentale. Si nota come sotto la falsa cupola è posto il pozzo dal quale ricavare l’acqua. Impossibile però riuscire ad accedere ai piani superiori che sembra potessero essere accessibile solo tramite una scala di corda in tempi antichi.

Il sito archeologico è stato riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità nel 1997.

Orari e costi: L’area è visitabile giornalmente dalle 09:00 fino ad un’ora prima dell’imbrunire. Si può percorrere solo con visite guidate, ogni 30 minuti, per motivi di sicurezza. Il tutto varia a seconda delle condizioni meteorologiche.
Il biglietto per intero costa €12 intero. L’ingresso è gratuito fino ai 6 anni, mentre dai 7 ai 12 è di €7, dai 13 ai 17 di €9.

Le miniere di Ingurtosu

In tutti i viaggi c’è almeno un’esperienza mancata. Vuoi farla ma alla fine non riesci o per tempo o cause di forza maggiore. La mia esperienza mancata nella Sardegna non turistica è stata la visita guidata alle miniere di Ingurtosu. Un villaggio nel comune di Arbus che nel 2011 contava solo nove abitanti.  Infatti la sensazione nel girare per le strade delle vecchie miniere ed abitazioni ormai in degrado e diroccate, è quasi quella di attraversare un villaggio fantasma.

Eppure agli inizi del XX secolo questa era un’area in espansione e nel suo periodo più florido. Si estraevano dalle miniere piombo, zinco e argento. La vallata su cui è arroccato il vecchio villaggio di Ingurtosu ospitava i cantieri, laverie e sette borghi dove abitavano più di cinquemila abitanti, quasi tutte famiglie di operai. Inoltre nel villaggio vi erano uno spaccio, la posta, l’ospedale, una chiesa e il cimitero. Tutte costruzioni molto umili che stonavano di gran lunga con il “castello”. Altro non era che il palazzo della direzione delle miniere, con bellissime vetrate chiuse e in pieno stile medievale.

Nel 1977 è stato inserito nella rete Geo-Parks dell’UNESCO. Poco distante da Ingurtosu potrete visitare le dune di Piscinas.

Ahimè non essendo riuscita a fare la visita guidata, non ho potuto visitare il Pozzo Gal, uno dei più antichi pozzi della valle. Ulteriormente non sono riuscita a trovare il prezzo della visita. Gli orari invece cambiano di stagione in stagione, vi rimando al sito per maggiori informazioni.

Buggerru: dove si è fatta la storia della Sardegna non turistica

Strettamente legata ad Ingurtosu è la storia di cronaca nera di Buggerru. Esplosa anche qui la fiorente attività mineraria, quando la Sardegna si unì al Regno Sabaudo, i sardi vennero affiancati ai minatori piemontesi. Se quest’ultimi erano però specializzati, ai sardi toccavano i lavori più ardui e meno remunerativi. Le condizioni di lavoro erano delle più catastrofiche e questo portò a veri e propri scontri sociali tra operai e dirigenti. Nel 1904 si concluse con la morte di tre minatori e undici feriti.

A seguito di questa tragedia avvenne il primo sciopero operaio d’Italia. Fu istituita nella piazza di fronte il porto di Buggerru una lapide e tre statue. Ognuna di esse ricorda i tre minatori rimasti uccisi.

Come potete vedere dalla mappa, tutte le località citate si trovano nella parte Sud Ovest della Sardegna. Avrei potuto includere anche Orgosolo, ma direi che non fa parte della Sardegna non turistica. Anzi, sono sempre di più i viaggiatori che si spingono fino alle montagne del nuorese per visitare il borgo dei murales.

Inoltre finiscono qui le mie guide sulla Sardegna, almeno fino al prossimo on the road in questa meraviglia di isola.

 

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Lost Wanderer

veronica

Lost Wanderer

 

53 commenti

  • Teresa

    Mi vergogno a dirlo, ma non sono mai stata in Sardegna; eppure è una regione che mi attira moltissimo, soprattutto per il suo splendido mare. Quando deciderò di andarci, terrò presente il tuo articolo, che ho trovato molto interessante e utile!

  • Matteo

    Tra i luoghi insoliti da visitare ti consiglio anche il Giardino Sonoro a San Sperate, a pochi km da Cagliari. Un’opera dell’immortale artista Pinuccio Sciola che pochi conoscono ma che nessuno dopo dimentica. Perchè d’altronde non abbiamo idea che le pietre possano cantare sinchè non lo vediamo di persona…

  • marina lo blundo

    Ho visitato Tharros quand’ero bambina, quindi ricordo poco il sito. Barumini non l’ho mai visitata, ma la sua fama è tale e tanta anche fuori dall’Isola. Ho visitato un anno fa circa il Pozzo Sacro di Santa Cristina. Gli altri luoghi, hai ragione, mi sono totalmente sconosciuti. La miniera di Ingurtosu poi è proprio il genere di cose che cerco in questo periodo. Grazie davvero, post estremamente utile!

    • Veronica

      Neanche io li avrei mai visti se non fosse stato per il mio amico che è sardo e conosce molto bene la storia della sua terra.

  • Appunti di Zelda

    Adoro le terme romane di Fordongianus! Non sono mai stata in Sardegna e mi piacerebbe visitarla sia dal punto di vista storico e cultura, preferisco luoghi meno conosciuti e ricchi di storia come quelli citati nel tuo articolo.

  • Valentina

    Tu sai quanto io ami leggere i tuoi articoli. Questo è interessante, piacevole, ben scritto, particolare, ma le destinazioni che hai scelto non fanno per me. Se vado in Sardegna voglio il mare: quel mare della Sardegna, le spiagge, magari anche le grotte, girare con la barca. Posso vedere anche qualcosa dell’interno, ma il mare resta prioritario.

    • Veronica

      Ciao Valentina, grazie mille per i complimenti. Conosco bene le mete che preferisci, diciamo che questo è un itinerario molto meno turistico ma altrettanto interessante. Magari un on the road più invernale 🙂

  • Francesca Millennials

    Un tour particolare ricco di storia, mi hai fatto conoscere una delle regioni italiane più misteriose e suggestive.Ho girato poco la Sardegna e ho scoperto solo alcune chicche come queste. Grazie al tuo racconto mi sono già appassionata al pozzo di Santa Cristina e all’area archeologica di Tharros, un patrimonio storico italiano!!

  • Nicoletta

    Ecco, questa è proprio la Sardegna che sogno di visitare io da sempre! Non che la parte turistica non sia interessante, ma i luoghi autentici Mi attirano sempre di più.

  • lucy7007

    La Sardegna È rinomata per le sue spettacolari spiagge ma devo dire che per me che non amo il mare Questa è la vera Sardegna che mi piacerebbe visitare ricca di storia e di bellezze naturali sempre da scoprire

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