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Isole Eolie: la Sicilia Selvaggia che non ti aspetti

Annualmente organizzo un viaggio in Sicilia, chi mi segue su Instagram e sulle storie da un po’ lo saprà già. È importante per me vedere almeno una volta l’anno la mia famiglia e se i primi anni rimanevo sempre attorno alla mia città, stavolta ho deciso di esplorare nuovi porti. Ed intendo letteralmente visto che ho scoperta la parte selvaggia della mia isola, visitando le Isole Eolie.

Purtroppo non ho potuto esplorarle tutte. Abbiamo fatto un viaggio vecchio stile stavolta, tornando indietro di quasi vent’anni. Quando avevo poco meno di dieci anni e con i miei genitori prendevamo l’auto e ci facevamo quelle quattro ore di autostrade per attraversare la Sicilia. Trapani – Messina con un paio di soste, le musicassette di Eros Ramazzotti, Venditti e Renato Zero a farci compagnia. La magia di guardare fuori dal finestrino e non solo uno schermino. Erano altri tempi eppure per una settimana di giugno, è stato come tornare al 1998/99. Io, i miei genitori ed il mio fidanzato, in partenza per Milazzo.

Optare per avere Milazzo come base è stata una scelta saggia considerato che i traghetti per le Isole Eolie partono da lì; altre località della Sicilia orientale che abbiamo potuto visitare e delle quali vi parlerò in un altro articolo. Ma soprattutto i prezzi degli Airbnb erano davvero molto economici e il centro era solo a venti minuti a piedi di distanza così da poter arrivare al porto a piedi.

Ma quante e quali sono le Isole Eolie?

Partiamo col dire che Le Isole Eolie, dette anche Isole Lipari, sono un arcipelago composto da sette Isole più relativi isolotti, molti dei quali disabitati. L’arcipelago è uno dei siti siciliani patrimonio dell’Umanità ed ogni anno ospita sempre più turisti sia via terra che via mare. I mesi più caldi sono quelli che vedono più stranieri, ma anche italiani, popolare le spiagge delle varie Isole.

Le sette Isole sono: Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea. Gli isolotti sono invece Strombolicchio, che come evidenzia il nome fa parte di Stromboli; Basiluzzo, Dattilo e Lisca Bianca sono invece gli isolotti di Panarea.

Tutte le isole sono di origine vulcanica e contano due vulcani attivi: Stromboli e Vulcano, che danno nome alle due Isole.

Come raggiungere quindi le Isole?

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C'è chi guarda dall'oblò dell'aereo e chi da quello di un aliscafo. Ieri abbiamo fatto sosta a Panarea ma tra un'isola Eolia e l'altra, abbiamo visto Salina da lontano. Purtroppo le nostre vacanze finiscono oggi e dovremmo tornare presto alla pioggia Gallese, fortunatamente abbiamo le foto a ricordarci i posti splendidi del nostro bel Paese. Adesso non ci resta che fare il countdown fino a Settembre! Chissà dove andremo la prossima volta! 😝 #wanderlust #landscape #destinazioneblogger #blessed #travelbloggeritaliane #raccontofotografico #dettagli #details #mytinyatlas #igersicilia #yallersicilia #sicily #isoleeolie #igeolie #topsicilyphoto #salina #oblo #igsicilia #sicily_place #instatravel #fotografi_amo #traveleurope2019 #europetravel2019

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Le opzioni sono molte e adatte a tutte le tasche. Ci sono i traghetti della Siremar, gli aliscafi della Liberty Lines, le barche private che fanno il giro delle Isole e vi portano nelle calette raggiungibili solo tramite mare. Noi abbiamo optato per i primi due.

Ci siamo affidati alla Siremar per andare a Lipari, mentre per Panarea abbiamo scelto la Liberty Lines. I primi sono sicuramente più vecchi, rovinati dal tempo e più lenti ma anche più stabili in acqua e più economici. I secondi sono poco più costosi ma molto più veloci. Quindi in base al tempo che avete a disposizione e che volete dedicare all’isola o isole, potete decidere quello che vi fa più comodo.

Quasi tutte le tratte partono da Milazzo, Catania, Messina e Palermo solo in alcuni orari e facendo sosta a Cefalù. Partono anche alcuni traghetti dal porto di Napoli e da Reggio Calabria.
Milazzo rimane la città più vicina per visitarle.  L’aeroporto più vicino è quello di Catania dal quale potrete prendere il treno o il pullman per la vostra destinazione finale e successivamente il traghetto/aliscafo.

Lipari, la più turistica delle Isole Eolie

Lipari è l’isola più grande tra le sette e anche la più conosciuta, tanto che le Eolie prendono anche il nome di Isole Lipari. Sicuramente la più turistica tra tutte, piena di barche in ogni spiaggia; la più selvaggia ma anche la più rovinata proprio dal turismo di massa. I fondali marini sono impossibili da vedere ad occhio nudo come invece si può fare nelle Isole Egadi; la plastica ha invaso persino le rive delle varie spiagge ed è stato uno spettacolo orribile che mi ha aperto gli occhi ancora di più su quanto dobbiamo migliorare ancora per il nostro pianeta Terra e lavorare per tenerlo pulito.

L’isola di Lipari si raggiunge in poco più di due ore con il traghetto della Siremar al costo di €17.60 all’andata, con il primo in partenza alle 07:10 da Milazzo. Altrimenti partendo alle 06:30 con la Liberty Lines si arriva all’isola in un’ora al costo di €20.80. I biglietti di ritorno costano rispettivamente €12.60 con l’ultimo traghetto alle 17:55 o €15.80 con l’ultima tratta alle 19:50.

Come spostarsi e cosa vedere

Noi abbiamo scelto di affidarci alla Siremar per andare a Lipari ed una volta arrivati al porto, ci siamo diretti al Noleggio da Luigi a prendere un paio di motorini per girare più facilmente l’Isola che altrimenti non saremmo riusciti a visitare tutta in poche ore.
Potete scegliere di prendere l’auto, gli scooter o le bici. I primi due mezzi vengono sui €25 per 24h a prescindere da quanto ore stiate, il prezzo non varia ma rimane giornaliero. Le bici purtroppo non ho idea perché bisogna essere allenati e preparati a farsi ore di salite e noi abbiamo preferito evitare.

Il mezzo serve molto se volete spostarvi e vedere tutte le spiagge o i punti panoramici. Il centro invece, a due passi dal porto, essendo zona pedonale può essere girato tranquillamente senza.

Noi lo abbiamo visitato gli ultimi quaranta minuti prima di riprendere il traghetto. Pieno zeppo di ristorantini e negozi di souvenir. Di vicoli dai nomi particolari e traduzione siciliane tra parentesi. Di murales che abbelliscono il quartiere Sopra la terra, in Piazza Arti e Mestieri.

Tappe principali sono sicuramente il Castello normanno di Lipari e la Cattedrale divisa dalla via principale del centro da una miriade di scale ma che valgono la pena fare solo per l’interno della chiesa stessa.

Le spiagge

Si sa che le spiagge sono comunque il motivo principale della visita in Isole come le Eolie. E Lipari non è da meno. Le sue spiagge sono piene di ciottoli o neri, di origine vulcanica come l’isola stessa o completamente bianchi grazie alle cave di Pomice che si trovano nella sponda orientale.

La prima che abbiamo visitato è stata la Spiaggia di Canneto, raggiungibile con le bici e a piedi se avete tempo. In motorino ci si mette meno di dieci minuti. Parcheggiare è facile e veloce, vicino al marciapiede che divide i ciottoli neri dalla strada asfaltata. Il nome deriva dagli ombrelloni del Lido, fatti appunti con le canne di bambù e paglia.

All’orizzonte si vedono le altre isole e a prima vista tutto sembra uno spettacolo. Peccato che avvicinandosi a riva, si scopre tutta la plastica in mare che rovina completamente l’ambiente. Pur provando a raccoglierne alcuni pezzi, sembrano non finire mai. Scostandosi dalla riva la situazione cambia ma l’acqua non è comunque limpida e cristallina come si può pensare. Così decidiamo di spostarci poco dopo.

Decidiamo di saltare Spiagge Bianche, molto simili a Canneto e saliamo verso le montagne, snodandoci tra curve, salite e discese. Un’occhiata sempre alle varie calette che si vedono sotto . Ci fermiamo solo quando scorgiamo delle scale che portano ad una spiaggetta accessibile anche a piedi: la Spiaggia della Papesca, bianchissima e con delle rovine a far da sfondo.
L’ombra arriva subito, essendo le montagne alte e la lingua di ciottoli misera. Ma il mare è più pulito e, dopo il tempo di un bagno, torniamo sui nostri passi.
Le scale sono molte e sembrano interminabili visto il caldo e l’ora di punta. Vi consiglio sempre di indossare un cappello, mettere la crema solare e avere con voi dell’acqua fresca per idratarvi il più possibile.

L’ultima spiaggia che visitiamo è Porticello in un misto di ciottoli bianchi e neri. Le cave di pomice a fare da sfondo e il vecchio molo bruciato che si regge ancora sul mare. Una scena quasi poetica; qui la plastica non c’è, il mare è pulito. freddo. C’è persino un vecchio ombrellone abbandonato, in perfette condizioni e tenuto in piedi su una pietra. Un unico piccolo problema a distruggere l’idillo (anche se ho continuato a fare il bagno): le meduse.

Un bagno e siamo tornati in strada. Due ore scarse a nostra disposizione e le montagne a dominare il nostro percorso.

Abbiamo passato la spiaggia nera di Acquacalda e abbiamo continuato a salire. Vi raccomando di fare moltissima attenzione durante le curve perché alcuni autisti sono spericolati e non si curano di chi potrebbe venire dalla parte opposta della strada. Parlo per esperienza personale; pochi millimetri ci hanno salvati dall’essere investiti da un’autista che ha fatto una curva troppo stretta anziché larga, come la strada gli permetteva di fare.

Il giro dell’Isola dura quasi un’ora ma ha diversi punti panoramici dai quali si vedono tutte le altre isole, come il Belvedere di Quattrocchi. La strada da lì è tutta in discesa fino al centro città prima di risalire traghetto.

Ovviamente se avete più tempo a disposizione, potrete fare un bagno nelle altre due spiagge di Lipari: Praia di Vinci e Valle Muria. Proprio vicino a Valle Muria si trova l’osservatorio di Lipari. Ed altra tappa potrebbe essere Marina Corta, il porto dei pescatori molto caratteristico.

Panarea, la gemma selvaggia delle Isole Eolie

La parte selvaggia delle Isole Eolie, forse di tutta la Sicilia la troverete a Panarea. Gli isolotti di Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca, Lisca Nera, Bottaro e Spinazzola, e gli scogli delle Formiche contribuiscono a rendere Panarea un mini arcipelago nell’arcipelago. Con le sue calette dai fondali marini cristallini e pieni di pesci che riempiono la costa orientale e la Riserva frastagliata dove poter fare hiking nella costa occidentale. Panarea è un’isola selvaggia, ambita e quasi d’elite. Scelta come dimora estiva anche dai VIP.

Sembra una piccola isola Greca con i muri delle case e dei vari B&B e mini resort bianchi. Le porte blue e le bougainvillea rosa e viola a rendere più colorato il tutto. A tradire quest’aura, i fiori di fichi d’india gialli e arancio che costeggiano tutto il percorso Eoliano.

Anche Panarea viene raggiunta sia dalla Siremar, dalle 07:00 partendo da Milazzo per €18.90 e ritornando con l’ultimo delle 16:00 per €13.90, mettendoci quasi quattro ore all’andata e quattro al ritorno. Mentre con la Liberty Lines siete sull’isola in un’ora e mezza partendo alle 06:00 del mattino per €22.80 e tornando con l’ultimo delle 18:20 al prezzo di €17.80.

Come spostarsi e cosa vedere

Abituata alle Isole Egadi e a Lipari dove affittare un mezzo di trasporto è buona abitudine se si vuole girare la maggior parte dell’isola muovendosi velocemente; arrivati a Panarea – stavolta solo io ed il mio ragazzo – ci siamo dovuti ricredere. Gli unici mezzi di trasporto da affittare erano le barche. Niente bici, niente motorini e sicuramente niente macchine, non c’è lo spazio fisico per manovrare quest’ultime tra le viuzze dell’isola. Sono invece molto usati i golf cart; un’esperienza che va fatta anche solo per pochi minuti.

Quindi minuti di buona volontà e senza mappa, abbiamo iniziato ad esplorare con i nostri piedi, trovandoci a fare hiking senza volerlo, col sole delle 11:00 alto e caldo. Cappelli in testa, tanta acqua e via, si va ad esplorare le spiagge.

Spiaggia della Calcara

Una delle più belle spiagge che potrete mai avere la possibilità di avere tutta per voi. Arrivarci non è facile. Seguite le indicazioni verso le stradine di Panarea, addentratevi nei vecchi uliveti dell’isola e fatevela tutta in salita. Suderete, dopotutto state facendo hiking ma la vista che avrete dal punto più alto della vostra fatica, la ripagherà.

La Spiaggia della Calcara è una lingua di spiaggia bianca, piccolissima. Sembra più una piccola caletta, quasi sempre desolata perché quasi nessuno si sente di arrivarci. Scendere fino alla spiaggetta non è facile. Tutta in discesa, la strada è molto scoscesa e pericolosa. Solo per i veri avventurieri!

Dopotutto più del 50% di Panarea è una Riserva Naturale Orientata.

Gli amanti delle camminate e dell’hiking potranno non solo avventurarsi verso la Spiaggia della Calcara, ma dall’altra parte dell’Isola rispetto alla Calcara e potranno arrivare fino a Punta Muzza e Punta Scritta. Due degli estremi di Panarea che nascondono calette bellissime, ma ahimè inaccessibili dalle montagne.

Riuscirete anche a raggiungere il Villaggio Preistorico all’interno della Riserva che altro non è un anfiteatro creato dalle scogliere che racchiudono Cala Junco. Noi non siamo arrivati a questa parte dell’isola ma ci siamo fermati poco prima a Cala Zimmari.

Cala Zimmari

Dopo la faticata fino alla Calcara, siamo tornati in centro, accaldati e con la voglia di fare un bel bagno. Siamo quindi andati dall’altra parte rispetto alla strada che avevamo preso all’inizio e ci siamo avventurati poco dopo il porto, nelle scogliere di Punta Peppemaria.

Il mare è cristallino, i fondali si vedono ad occhio nudo come i numerosi ricci maschi che popolano queste acque. Ai quali bisogna fare attenzione a non calpestare ma anche a non pescarli per mangiarli. I ricci commestibili sono le femmine. Come si riconoscono se sono maschi o femmine? Potete chiedere ad uno degli abitanti dell’Isola se vorrete oppure affidarvi a me. I ricci maschi sono neri e hanno gli aculei molto lunghi; al contrario le femmine sono più marroncini e dagli aculei più corti.

Dopo la sosta a Peppemaria, e aver conosciuto una coppia napoletano che ci raccontava un po’ delle calette dell’Isola; ci siamo affidati ai loro consigli, preso un golf cart e abbiamo raggiunto con meno di €10 Cala Zimmari.
A piedi ci vogliono una quarantina di minuti, noi ce ne abbiamo messi una decina e la vista del centro e delle stradine tra ulivi, fichi d’india e buganvillee vista da quel cart, è valsa la spesa.

Cala Zimmari è una spiaggia marroncina, piccola, dall’acqua azzurra e i fondali popolati da pesci e pietruzze. Forse la più conosciuta e piena di turisti e gente locale. Questa è stata la nostra ed ultima tappa prima di tornare, stavolta a piedi, in centro ed esplorare un po’ le viuzze.

Cos’altro vedere

Proprio esplorando ci siamo imbattuti nella statua di Padre Pio, nella Parrocchia Purità e in un presepe all’aperto, nascosto in una delle viuzze. La Chiesa di San Pietro si trova invece dall’altra parte dell’Isola e potrete vederla se andate alla Calcara.

Se potete, vi consiglio di pernottare almeno una notte sull’isola così da poterla esplorare tutta a piedi. E magari riuscirete a vedere un bellissimo tramonto su Stromboli proprio da Panarea.

 

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Lost Wanderer

veronica

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