Corfù in 5 giorni è stato il viaggio che ci siamo regalati a settembre per festeggiare il nostro quinto anniversario di matrimonio. Cercavamo una meta economica, abbastanza vicina da godere ancora delle temperature mediterranee, con mare cristallino dove tuffarci e buon cibo da assaporare.
Dopo un primo assaggio di Grecia a giugno, a Santorini, abbiamo scelto di esplorare un’altra isola: Corfù. Le aspettative erano piuttosto basse. Sapevamo che non avremmo trovato la Grecia classica da cartolina, e le recensioni sugli alloggi non promettevano granché. Eppure, nonostante tutto, l’isola ci ha regalato proprio ciò che desideravamo di più: relax.
Impressioni su Corfù in 5 giorni

Questo è stato forse uno dei pochissimi viaggi in cui non mi sono preparata come al solito. Di norma amo stendere un itinerario personalizzato, cercare le cose da fare, gli imperdibili da vedere e annotare i ristoranti con le recensioni migliori.
Stavolta, però, complice la stanchezza accumulata dopo un’estate passata in ufficio, ho organizzato tutto all’ultimo minuto. Mi ero segnata solo qualche indirizzo utile dove cenare, un paio di spiagge e un paio di musei. Sono partita con la strana sensazione che Corfù non sarebbe stata all’altezza delle aspettative.
E infatti, fino al penultimo giorno, l’isola non mi ha davvero conquistata. Forse perché Corfù in 5 giorni non basta. Servirebbe più tempo per assaporarla e comprenderla meglio. In poco tempo mi è sembrata un’isola strana. Poco greca, più italiana. Infatti, l’influenza veneziana è ancora fortissima. La Repubblica di Venezia dominò Corfù per oltre cinquecento anni e il passato si nota ancora nell’architettura, nei colori e forse persino in un certo modo di fare che mescola le nostre due culture.
Il problema, per me, è che niente mi è sembrato davvero “super”: tutto era semplicemente “normale”. E forse oggi non siamo più abituati ad accontentarci della normalità. Detto ciò, Corfù in 5 giorni resta perfetta per rilassarsi, prendere il sole, mangiare bene e godersi gli ultimi giorni d’estate.
Corfù in 5 giorni: l’arrivo
Il primo giorno lo abbiamo trascorso quasi interamente in viaggio. Siamo atterrati a Corfù intorno alle 19:00 e siamo arrivati in hotel soltanto verso le 21:30. Avevamo prenotato con Easyjet Holidays e, purtroppo, il transfer non è stato dei migliori.
Sapevamo che ci sarebbe voluta circa un’ora per andare da Kerkyra (o Corfù Town) fino ad Acharavi, il villaggio dove avremmo alloggiato, ma il tragitto si è rivelato il doppio. Tra curve a non finire sulle montagne corfiote e un autista spericolato, è arrivato il mal d’auto. Non vedevo l’ora di scendere!
Una volta arrivati a destinazione, abbiamo posato le valigie e ci siamo diretti in uno dei ristorantini di fronte alla spiaggia di Acharavi ancora aperti. Abbiamo fatto la nostra prima cena stanchi e affamati prima di tornare a riposarci in appartamento.
Il giorno dopo era già diverso. Dopo una notte di sonno e una bella doccia eravamo pronti a esplorare. Con soli cinque giorni a disposizione, e considerando che Corfù è una delle isole più grandi della Grecia, abbiamo scelto di concentrarci sulla parte nord. La più comoda rispetto al nostro alloggio.
Invece che affittare un auto e continuare a stare male durante le curve, abbiamo preferito uno scooter. Caschi in testa, ci siamo diretti verso la costa nordovest. La nostra idea era raggiungere prima la spiaggia più lontana e, a poco a poco, avvicinarci ad Acharavi.
Visita alle spiagge della costa nord ovest

La prima tappa è stata Paralia Agios Georgios, una lunga spiaggia incastonata tra le montagne corfiote. Il verde brillante della vegetazione si tuffa quasi nel mare trasparente, creando un contrasto bellissimo con la sabbia dorata. La spiaggia si divide tra zona libera e lido attrezzato. Proprio di fronte si trovano un supermercato, un paio di ristoranti e piccoli negozi di frutta e verdura. Noi ci siamo sistemati nella parte libera e ci siamo goduti un paio d’ore in totale tranquillità.
Settembre, con la sua bassa affluenza, è davvero il mese ideale per ritagliarsi un angolo di paradiso. L’acqua era cristallina, la temperatura perfetta. Sia per me che per Marco, Agios Georgios è rimasta la spiaggia più bella tra quelle viste a Corfù in 5 giorni.
Nel pomeriggio ci siamo spostati a Arillas, molto scenica con la sua lunga banchina che divide la spiaggia. Anche qui ci sono lidi e una zona libera, ma il mare si fa di un blu intenso, e dall’orizzonte si scorgono persino le coste dell’Albania. La zona è più animata, con un lungomare pieno di ristoranti, negozi e hotel. Ci siamo concessi giusto un bagno prima di ripartire.
La terza tappa è stata Paralia Agios Stefanos. Qui la sabbia è più scura e alle spalle si innalzano i grandi resort, senza lidi organizzati. Nel pomeriggio il vento si è alzato e i cavalloni hanno preso il sopravvento, rendendo il mare meno invitante. Ci siamo fermati poco, giusto il tempo di un tuffo, prima della nostra ultima tappa
Ultima tappa: Canal d’Amour e la sua leggenda romantica

Una delle cale naturali più suggestive di Corfù è senza dubbio il Canal d’Amour. Questo tratto di costa, modellato dal vento e dal mare, è caratterizzato da scogliere dorate che si intrecciano in piccole insenature e passaggi incantevoli.
Sfortunatamente per noi, il vento era così forte da non permetterci di restare a lungo in loco. Nonostante ciò, abbiamo camminato sulle scogliere per ammirare con calma il panorama. La spiaggia, invece, è una lingua di sabbia dorata che si tuffa in un mare dalle mille sfumature blu.
Secondo la leggenda, le coppie che nuotano insieme attraverso il canale resteranno unite per sempre. Noi non abbiamo messo alla prova il mito, ma ci è bastato osservare questo luogo per percepirne la magia e il fascino romantico che lo rendono unico.
Corfù in 5 giorni: prima delusione e Old Perithia
Il secondo giorno abbiamo deciso di esplorare l’entroterra del Nord. Su Google Maps avevo segnato le Cascate di Nymfes, una piccola cascata tra le montagne corfiote.
Dopo quasi quaranta minuti tra salite ripide, curve impossibili e strade sdrucciolevoli, siamo arrivati quasi a destinazione non sentendo nessun rumore d’acqua. Poco dopo abbiamo incontrato una coppia che ci ha confermato il sospetto: la cascata non scorreva, prosciugata dal caldo di settembre. A quel punto non valeva la pena proseguire a piedi e siamo risaliti sul nostro scooter.
La nostra destinazione era il villaggio abbandonato di Old Perithia. Nel raggiungerlo abbiamo attraversato stradine di montagna che si aprivano su panorami mozzafiato. Nei piccoli villaggi incontrati lungo la strada, la vita sembrava scorrere lenta: i vecchietti seduti all’ombra davanti alle case, i gatti che attraversavano pigri la via. Ci ha ricordato molto le estati in Sicilia, durante le ore di pausa.
Quando finalmente siamo arrivati a Old Perithia, ci siamo trovati davanti un luogo sospeso nel tempo: casolari abbandonati, chiese chiuse, una scuola con il tetto pericolante. Oggi qualche taverna e negozio artigianale ha ridato vita al borgo, ma l’atmosfera resta quella di un villaggio fantasma.
Un tempo, Perithia era considerata uno dei centri più ricchi dell’isola, con oltre 1.200 abitanti. Situata ai piedi del Monte Pantokrator, offriva protezione dalle incursioni esterne. Col passare degli anni, gli abitanti iniziarono a trasferirsi sul litorale e negli anni ’60 il villaggio venne abbandonato del tutto, attratti dalle nuove opportunità costiere legate al turismo.
Oggi Old Perithia è tornata a vivere grazie ai turisti curiosi che percorrono il sentiero delle otto chiese. La vera magia, però, resta nel silenzio che avvolge queste strade dimenticate, in quel tempo sospeso che accompagna tra le rovine.
Pomeriggio a Paralia Kalamaki
Per Marco, una giornata non è completa senza il mare. Così, dopo aver trascorso la mattinata tra montagne e piccoli villaggi dell’entroterra, ci siamo diretti verso la costa.
Questa volta abbiamo deciso di fermarci in un’unica spiaggia poco fuori Acharavi: Paralia Kalamaki. Le coste albanesi sono così vicine che si possono quasi scorgere i profili degli edifici di Saranda. Attenzione però alle reti telefoniche! Non essendo l’Albania ancora nell’Unione Europea, i dati mobili sono a consumo. Quindi, fate attenzione quando attraversate le coste nord est di Corfù perché spesso avviene un cambio automatico di rete.
A Paralia Kalamaki ci siamo sistemati al lido, l’unico del nostro viaggio a Corfù in 5 giorni. Usufruendo di due lettini, un ombrellone e wifi per soli 10€. Non a persona ma in totale! Dopo Santorini, dove il minimo era 15€ a persona, il sorriso stampato in faccia era d’obbligo.
Ci siamo sistemati in prima fila, tra la sabbia dorata e il mare cristallino. Questa è la spiaggia perfetta dove rilassarsi, soprattutto con bambini piccoli. Infatti, il fondale resta basso per circa 200 metri. Tra bagni e letture sotto l’ombrellone, Avlaki si è rivelata una vera oasi di pace, lontana dal caos e ideale per ricaricare le energie.
Alla scoperta di Achilleion Palace e il legame con l’Imperatrice Sissi
Uno dei motivi per cui desideravo visitare Corfù era il legame con l’Imperatrice Elisabetta d’Austria. Per molte ragazze della mia generazione, Sissi è stata quasi un’icona pop. Siamo cresciute guardando i film che raccontavano la sua vita da favola, salvo poi scoprire, crescendo, quanto fosse diversa la realtà che circondava l’imperatrice.
Dopo aver visitato il Castello di Miramare a Trieste, dove Sissi trascorse parte dei suoi ultimi giorni, non potevo perdermi il palazzo corfiota che divenne il suo rifugio estivo: l’Achilleion Palace. Fu costruito nel 1889 su volere dell’imperatrice stessa, desiderosa di un luogo dove ritirarsi dopo la morte prematura del figlio.
Il palazzo, ispirato al mondo classico greco, è un vero omaggio ad Achille e alla sua forza. Qui, Elisabetta trascorreva le estati cercando sollievo dal lutto e dalle malattie polmonari che l’affliggevano. A Corfù trovava sole, temperature miti e soprattutto la possibilità di sfuggire alle tensioni politiche che agitavano l’Europa.
Dopo la sua morte, l’Achilleion cambiò più volte funzione. Durante le due Guerre Mondiali divenne ospedale. Fu poi trasformato nel primo casinò di Corfù e, dal 1992, è stato adibito a museo. Negli ultimi anni, gli interni sono stati oggetto di restauri che non sono ancora del tutto terminati.
La vera meraviglia restano i giardini, punteggiati da statue ispirate alle muse della tradizione greca e da imponenti raffigurazioni di Achille. Dai balconi esterni si gode di una vista spettacolare sul Mediterraneo.
Il biglietto d’ingresso ai giardini costa 7€ a persona, con apertura dalle 8:00 alle 20:00 nei mesi estivi. Per informazioni aggiornate sugli orari e sulle visite, vi consiglio di consultare il sito ufficiale.
Corfù in 5 giorni: breve sosta a Kerkyra

L’Achilleion si trova poco fuori Kerkyra, il capoluogo dell’isola. La città, di matrice veneziana, ricorda per certi versi le nostre città fortificate. A volte Lucca, con i suoi bastioni, altre Bologna con i portici, altre ancora i vicoli assolati della Sicilia.
La via principale di Corfù Town è un lungo stradone animato da negozi di souvenir e locali. Qui, però, la folla si concentra tutta insieme. Anche a settembre il turismo è intenso, e questo overtourism ci ha un po’ destabilizzato dopo i giorni di calma passati nel Nord dell’isola.
Quindi, dopo una breve sosta a Garitsa Bay, da cui si ammira la baia con la Fortezza Vecchia e la Torre del Mare, abbiamo deciso di lasciare la ressa cittadina. Avrei voluto visitare il Museo Archeologico per vedere il gorgone del frontone del tempio di Artemide e il Leone di Menekrates, ma alla fine abbiamo preferito tornare verso la nostra tranquilla Acharavi.
Qui, la spiaggia di ciottoli si estende fino alla vicina Roda e regala tramonti dai colori infuocati che hanno accompagnato le nostre serate sull’isola.
Corfù in 5 giorni: le spiagge della costa nord-est

Il nostro ultimo giorno pieno di questo viaggio a Corfù in 5 giorni lo abbiamo dedicato nuovamente al mare, scegliendo questa volta di esplorare la costa nord-est dell’isola. Qui, il paesaggio alterna piccole insenature protette a lunghe distese di ciottoli bagnate da un mare limpido e trasparente.
Il tragitto stesso è stato parte dell’esperienza: attraversando strade immerse nella natura, abbiamo incontrato villaggi con una sola via principale, case semplici e spartane, signore con le buste della spesa e gatti che le seguivano passo dopo passo. Un’immagine poetica, che mi è rimasta impressa mentre il vento scompigliava i capelli lasciati liberi dal casco e lo scooter ci conduceva verso un lato dell’isola meno battuto dal turismo di massa. Una Corfù più autentica, più selvaggia e sorprendentemente intima.
Anche le spiagge erano meno affollate e più tranquille. Non sappiamo se in piena estate la situazione cambi, ma a metà settembre ci siamo ritrovati spesso con pochissima gente e lontana da noi.
Come il primo giorno, abbiamo scelto di partire dalla spiaggia più lontana rispetto ad Acharavi e avvicinarci man mano.
La nostra prima tappa è stata Barbati Beach, una lunga spiaggia di ciottoli bianchi affacciata su un mare talmente trasparente che i banchi di pesci erano visibili a occhio nudo. Circondata da uliveti e resort, sorprendentemente non era caotica come ci aspettavamo. L’unico imprevisto? Un pesciolino un po’ troppo vivace che non smetteva di mordicchiare i bagnanti! Dopo qualche bagno, abbiamo deciso di proseguire oltre.
La seconda sosta è stata Paralia Nisaki, poco distante da Barbati ma molto più intima e raccolta. Un piccolo gioiello nascosto, raggiungibile solo dopo una ripida discesa che scoraggia molti visitatori. Forse proprio per questo ci siamo ritrovati a condividere la baia con cinque altre persone, godendoci una baia quasi privata.
Più animata invece Paralia Kerasia, frequentata ma altrettanto affascinante. Prima di arrivare alla spiaggia vera e propria, si incontra un piccolo e grazioso villaggio portuale che merita una breve sosta. Proseguendo lungo la strada si raggiunge la lunga distesa di ciottoli, dove non mancano un paio di taverne perfette per rifocillarsi dopo il bagno.
Tra le tappe avevamo segnato anche Paralia Avlaki. Essendo più esposta al vento di quanto immaginavamo e pur essendo una bella spiaggia acciottolata, ampia e con un paio di baretti alla fine e un laghetto nascosto dai canneti, abbiamo preferito non fermarci qui.
Abbiamo quindi proseguito per il suggestivo villaggio di Kassiopi e la turistica Paralia Mpataria.
Kassiopi è forse il villaggio più bello che abbiamo esplorato a Corfù in 5 giorni. Molto turistico, è vero, ma allo stesso tempo capace di conservare quell’atmosfera da “Grecia da cartolina”. La parte più spettacolare è sicuramente la sua baia, dove le barche dei pescatori si mescolano a ricchi yacht, mentre all’orizzonte si stagliano le coste dell’Albania.
A dominare dall’alto il villaggio si erge il Castello di Kassiopi, una delle fortificazioni bizantine più importanti dell’isola. Costruito probabilmente nel XIII secolo, aveva il compito di proteggere il nord di Corfù da incursioni nemiche provenienti dal mare. Oggi restano imponenti tratti di mura e torri che vegliano ancora sulla baia.
Proseguendo dal porticciolo si arriva alle calette di Kassiopi, tutte prese d’assalto dal turismo di massa che qui si fa particolarmente intenso. Noi ci siamo fermati giusto il tempo di un bagno a Paralia Mpataria. Eppure, dopo aver avuto per tutto il tempo spiagge quasi deserte, la gente accalcata in questa baia ci ha fatto scappare dopo pochi minuti, preferendo tornare verso Acharavi a prepararci per la cena.
Il nostro viaggio a Corfù in 5 giorni ci hanno permesso di scoprire un’isola dai mille volti: dal mare trasparente delle spiagge del nord alle montagne silenziose dell’entroterra, passando per i villaggi semi abbandonati e la vivace Kerkyra. Certo, non tutto è stato perfetto – tra curve mozzafiato, cascate asciutte e qualche spiaggia troppo affollata – ma forse è proprio questo il bello di un viaggio: lasciarsi sorprendere, nel bene e nel male.
Classe 1990, viaggiatrice entusiasta, appassionata di fotografia, siciliana ed expat in UK dal 2014. Ti racconto dei miei viaggi in coppia, dei luoghi della mia terra e di come riuscire a vivere una vita da expat senza perdere la testa.



Sono stata 3 volte a Corfù, ogni volta un soggiorno di durata diversa, e ogni volta mi è piaciuto molto. Da fan di Sissi, una tappa all’Achilleion è per me imprescindibile! 🙂
Corfù non è mai entrata nel mio radar, credo per nessun motivo in particolare. Magari non ho mai ricevuto nessuna email con le offerte di voli EasyJet o Ryan Air, e quindi forse per questo non l’ho mai presa in considerazione. Devo dire che però nonostante la cascata asciutta, è una destinazione che mi piacerebbe vedere. Forse il problema dell’overtourism mi spaventa un po’, ma quello purtroppo sta diventando IL problema in tante destinazioni.
L’importante è che comunque tu e Marco siate riusciti a rilassarvi per qualche giorno 🙂
L’overturism ormai colpisce un po’ tutte le nazioni. Però devo dire che a parte Corfù Town, nel resto dell’isola non si sentiva per nulla.
Mi è piaciuto come hai descritto non solo le spiagge da cartolina ma anche le vie meno battute dell’entroterra, come Old Perithia, quel luogo “sospeso nel tempo” rende l’isola molto più vera e profonda. Il contrasto fra le spiagge affollate di Kassiopi e quelle tranquille vicino ad Acharavi, le curve tortuose in scooter, le sere godute al tramonto… tutto questo ha reso il tuo itinerario davvero accattivante, anche per chi lo legge.
Grazie Lisa 🙂
Mi spiace per gli aspetti negativi vissuti, allo stesso tempo questo luogo mi manca e sarei curiosa di scoprirla. Dato il tuo vissuto però penso che la terrò in considerazione per come hai sottolineato tu: il relax! Un viaggio senza troppe aspettative godendosi la natura e ciò che ti circonda per come arriva!
Per il relax, ma anche per i viaggi in moto che sono la tua passione, Corfù potrebbe piacere molto più a te che a me!
Non sono mai stata a Corfù, non mi ha mai entusiasmato come meta. Visto che è un’isola ideale per il relax, la terrò presente per un eventuale viaggio “tranquillo”. Grazie per le informazioni
L’idea di festeggiare gli anniversari viaggiando mi piace un sacco. Quando possiamo lo facciamo anche noi. E ti dirò che anche quando mi chiedono cosa voglio come regalo di compleanno, rispondo sempre un viaggio… soffrirò di wanderlust in modo patologico?
Ahahah anche io chiedo sempre viaggi per il mio compleanno, dopotutto sono il modo migliore per festeggiare!