Diario di una fuorisede Expat vs Fuorisede Vita da Expat

Confronto tra fuorisede ed expat: come si vive il Natale lontani da casa

Vivere il Natale fuori casa non è l’esperienza grandiosa che ti propinano nelle serie tv. Anzi, è proprio il contrario. Sono lacrime, chiamate su Skype infinite dove si vedono i parenti riuniti attorno alla tavola mentre tu sei lì a trattenere tutta la tristezza. Vorresti partecipare ma sei lontanissima, sia fisicamente che mentalmente, perché mentre loro si parlano di sopra e si divertono, tu non riesci a seguire nulla.

Si impara a convivere con l’idea che l’ultimo Natale in famiglia è stato l’anno scorso e avresti voluto godertelo di più, apprezzarlo di più. Invece sei nel tuo monolocale a pensare a come passare la giornata.

Finché gli anni passano e ti senti meno solo. Ci sono moltissimi fuorisede ed expat proprio nelle tue condizioni, una sorta di gruppo di randagi orfani della magia del Natale. E proprio questa festività vi raggruppa tutti, riuscendo a creare un nuovo modo di festeggiare. Nuove tradizioni, non più belle o più brutte ma semplicemente diverse che ti fanno riacquistare un po’ di quella magia persa la prima volta.

 

Confronto tra fuorisede ed expat: tradizioni di Natale

Punto di vista fuorisede

Chiamatemi “Material Girl”, ma la mia tradizione preferita è quella di andare a cercare regali per tutti. Io adoro fare regali, e di solito mi presento a casa dei miei con una valigia che, per metà, è piena di doni per i parenti. Spesso si tratta di regali doppi, perché c’è sia quello per il compleanno che per Natale. Quest’anno, ho deciso di non rinunciare alla tradizione, solo che al posto di portare di persona i regali, ci penserà Babbo Amazon. Sperando di riuscire a far arrivare tutto in tempo!

Il lato positivo è che quest’anno non dovrò sottopormi ad una delle tradizioni più drammatiche, per me: la partita a tombola. Io non vinco MAI, mai vinto niente in 29 anni di vita. Ogni volta partecipo solo per non sembrare la “musona”, e questa partecipazione mi costa carissima. Almeno quest’anno i miei spiccioli resteranno al sicuro nel mio portafogli. E chi vive a Roma sa quanto sia importante fare scorta di spiccioli, che mica i parcheggi si pagano da soli!

Punto di vista expat

Più che parlare di tradizioni nel senso stretto del termine, si creano nuovi modi di festeggiare il Natale. Spesso è difficile scendere per le feste: il lavoro non lo permette, i biglietti sono tutti troppo cari e si finisce per rimanere nel paese d’adozione. Viene a mancare tutta la magia, soprattutto il primo anno, quando ancora non conosci chissà quante persone. La tavola imbandita con più di dieci persone diventa pura utopia; le donne della famiglia che non smettono di fare avanti e indietro dalla cucina, sfornando la qualsiasi e spadellando il resto; i giochi di carte regionali, quello zio conosciuto per barare, i piccoli che vogliono imparare, la fortuna del principiante a tombola che vince tutto dall’ambo alla cinquina.

Eppure si impara che bastano le persone giuste accanto, la nuova famiglia che si viene a creare, qualche piatto della tradizione di ogni paese, un po’ di alcool e tanta voglia di imparare nuove tradizioni differenti e il Natale passa. Ogni anno si sceglie la casa di un amico, si porta tutti qualcosa da mangiare, si spiegano nuovi giochi strani, a volte difficili; si parla e si grida al telefono per fare gli auguri a famiglie sconosciute e non, perché si diventa un po’ figli acquisiti del mondo.

Decorazioni

Decorazioni di Natale

Punto di vista expat

Il primo anno non avevo nulla se non una christmas jumper, come da tradizione british. Non ho resistito alla tentazione di possederne altri negli anni a venire. In casa però il passo è stato molto più graduale. A Londra mi spostavo quasi ogni sei mesi, da una stanza all’altra in varie zone della città. Ho iniziato con un semplice soprammobile di legno, a forma di albero natalizio stilizzato. Poi sono passata al monolocale e ho preso delle perline e lucine dorate per abbellire la libreria.

Solo quando mi sono trasferita a Cardiff con Marco, ho trovato quel senso di stabilità che una casa più grande e quindi molto spazio in più può regalare. Dopo ben quattro anni all’estero abbiamo preso il nostro primo albero di Natale e l’abbiamo addobbato con qualche pallina rossa e dorata, le lucine e le perline che avevamo già. Negli anni successivi si sono aggiunti elementi della Disney di cui entrambi siamo fan ed elementi travel, a ricordo e monito della nostra passione più grande.

Punto di vista fuorisede

La decorazione per eccellenza della casa fuorisede è una sola: una gigantesca valigia da riempire prima di volare “giù”. Probabilmente, quest’anno la metterò comunque in mezzo al salotto per dare quel briciolo di “normalità”. Anche perché la mia valigia è rossa, quindi si intona anche bene al clima!

A parte quello, non avendo tantissimo spazio in casa credo che applicherò lo stesso metodo che uso per Halloween: una scappata al Tiger per fare incetta di adesivi, decorazioni da appendere al muro, forse una ghirlanda per la mia porta. Per ora, di fare l’albero non se ne parla proprio. Anche perché, con un coniglio in casa sarebbe impossibile mantenerlo integro. A proposito, indovinate chi indosserà un bellissimo cappellino da Babbo Natale su misura? proprio il coniglio di casa. Che si vendicherà su di me per tutto il 2021.

Natale in tavola: il cibo

Cena di Natale

Punto di vista fuorisede

Non vedere i miei a Natale non mi impedirà di scegliere un menù “Puglia nel cuore”. I miei si sono già attrezzati per mandarmi un pandoro e un panettone artigianale, oltre ai dolcetti tipici del periodo.

Per quanto riguarda le preparazioni di cui mi occuperò io, di sicuro ci sarà la pasta al forno con le polpette, preparata in quantità industriali per essere consumata per almeno una settimana; a Capodanno quasi sicuramente la faranno da padrone i panzerotti, rigorosamente fatti in casa e fritti, con tutte le combinazioni di gusto che mi verranno in mente. Sarà il mio primo Natale a Roma, quindi quasi sicuramente scoprirò una serie di piatti che non avevo nemmeno idea si consumassero a Natale. Il mio ragazzo, carnivoro preistorico convinto, si occuperà dei secondi. Per il dolce, probabilmente continueremo a pensarci fino all’ultimo. Me la cavo bene a fare i dolci (ancora meglio a mangiarli), quindi la scelta sarà esageratamente vasta tra crostate, cake pops, brownies o dolci freddi tipo cheesecake e tiramisù.

Ora bisogna solo decidere: chi porterà il digestivo?

Punto di vista expat

Natale equivale alle lasagne, l’arrosto, mille contorni e dolci. Quindi se metto a disposizione casa mia, questo sarà il menù. Se ci si divide i compiti, io mi occupo solo delle lasagne, gli altri portano il resto e quindi negli anni abbiamo mangiato il tacchino intero, il mezze greco, i cavoletti di bruxelles, la sheperd’s pie, le mince pies che al contrario di quello che sembrano sono dolci.

La vigilia però non c’è santo che tenga: cappelletti in brodo, lenticchie con salsiccia e, se possibile anche baccalà fritto e sfinci (piccole ciambelle fritte della tradizione natalizia siciliana). Non sempre riesco a fare queste ultime, spesso i miei salgono per le feste e quindi sono loro a impastare e friggere, creando quei sapori di casa che mancano sempre. Quest’anno passeremo il natale dai miei suoceri, quindi farò l’eccezione al mio menù standard e chissà che non incorpori nuovi piatti!

I regali di Natale

Regali di Natale

Punto di vista expat

Il grande ignoto di anno in anno. Le amicizie cambiano velocemente, la gente si trasferisce o torna al paese di origine e chi era nella lista il Natale precedente, non è detto che ci sia in quello successivo.

Da un paio di anni con mio marito abbiamo deciso di fare regali solo ai familiari che riescono a venire per il periodo natalizio ed agli amici più cari che sono tre o quattro. Il resto spieghiamo gentilmente che preferiamo che portino qualcosa da mangiare o da bere per festeggiare tutti insieme.

I regali si riducono quindi all’essenziale. Sono più pensati e non il classico pensierino uguale per tutti così da non spendere un patrimonio.

Punto di vista fuorisede

Lo ammetto: io sono una di quelle persone che di solito si prodiga facendo duemila regali di Natale a tutti, perché mi piace fare i regali. Quest’anno, causa finanze ristrettissime, i regali saranno ridotti all’osso, ma cerco di vedere il lato positivo: non vedendo tutta la famiglia a Natale, posso fare i regali con più calma, anche nei giorni successivi. Il che significa che mi metterò alla ricerca dei regali a Gennaio, in pieno periodo di saldi. L’unico che si beccherà il regalo grosso (fortunello) è il mio ragazzo, che avrà la combo regalo di Natale+regalo di anniversario, visto che non potendo festeggiare il nostro anniversario causa covid ci siamo limitati a scambiarci un pensierino. Tutti gli altri probabilmente a Gennaio saranno sommersi di pacchi. Potendo fare lo shopping natalizio ai saldi, di sicuro le finanze ringrazieranno e magari potrò permettermi di fare più di un pensierino!

22 thoughts on “Confronto tra fuorisede ed expat: come si vive il Natale lontani da casa”

  1. Ho avuto il piacere di provare un Natale da presta-expat e devo dire che mi è piaciuto tantissimo! Ho scoperto nuove tradizioni e piatti, quest’anno passo il mio primo natale da fuorisede senza tornare dai miei, magari scoprirò altre tradizioni con i miei coinquilini di ogni parte del mondo! Sarà un natale diverso da tutti gli altri.

  2. Fino ad ora non mi è mai capitato di trascorrere un Natale da expat! Sono sempre riuscita a tornare, e progettavo i viaggi natalizi sempre dopo Santo Stefano… Comunque sono contenta che, passata la tristezza iniziale per essere lontane dalla famiglia, si riesca sempre a creare una bella e calorosa atmosfera! Il vero spirito del Natale è proprio questo!

  3. Ci sono molti punti di vista su cui non avevo riflettuto, tanti piccoli aspetti che, se non fatti notare, sfuggono… ed è bello (in fondo) sapere che un pezzo della tua Italia, della tua Puglia sarà sempre lì con te, ovunque sarai!
    Buone feste ❤️

  4. Quando vivevo in Thailandia ho sempre sostituito i festeggiamenti natalizi con un bel viaggio che mi ha sempre fatto passare la tristezza di non poter essere con la mia famiglia. A volte proprio per Natale, a volte nei giorni successivi. Avendo dei figli piccoli addobbavo comunque tutta la casa con albero di Natale e calendario dell’avvento!

    1. Con i lavori che facciamo, viaggiare a Natale (parlando dell’esperienze da expat) per noi è utopia purtroppo. Però sicuramente avrebbe alleviato la tristezza i primi anni. Addobbare casa però è decisamente una tradizione che mette un po’ di quella magia natalizia!

  5. Quest’anno sarò lontana dalla famiglia, ma per fortuna la tecnologia ci aiuta. Quest’anno lo vivrò con Samuele e le nostre due gattine meravigliose.

  6. Molto interessanti le vostre esperienze di un “Natale diverso”! Nonostante sia fuori sede da parecchi anni devo dire che son sempre riuscita a tornare a casa almeno per qualche giorno nelle feste natalizie. Mi farebbe davvero strano passare Natale senza la mia famiglia e senza il maxi tombolone, appuntamento fisso di ogni anno 😆 Già quest’anno sarà un trauma passarlo solo con i miei senza il resto della famiglia…

  7. Anche io ho avuto l’esperienza di un Natale da expat. Ero a Tenerife ma non totalmente sola. Con me c’era il mio ragazzo e mia cugina che vive lì da 4 anni. Diciamo che è stato un Natale solo in parte un po’ triste, con tutti i parenti lontani e poche decorazioni in casa.

  8. Posso immaginare la tristezza di un Natale lontano dalla famiglia. Odori, tradizioni e certezze vengono a mancare. Però l’idea di festeggiare in un modo diverso e nuovo, magari importando nel gruppo un paio di tradizioni di famiglia, può risultare stimolante.

  9. Non ho mai vissuto esperienze da expat – purtroppo, direi, perché ormai mi sento troppo vecchia per farlo 😉 Ma immagino che in durante le feste non sia il massimo essere lontani da casa. Però dipende, perché pensa invece a chi è vicino ai parenti, anche a quelli più molesti, tipo la vecchia zia che ti chiede come mai tu e il tuo compagno non vi state mai sposati, e perché non abbiate avuto dei bambini, oppure il cugino sempre ubriaco che a metà pranzo sviene a tavola 😂 Ovviamente scherzo, mi sono venuti in mente casi estremi!

    1. Sono sicura che un caso estremo a famiglia ci sia ahahah Però hai ragione, dipende molto da persona a persona e da famiglia a famiglia!

  10. Che bello poter leggere l’esperienza natalizia da expat in un paese diverso dal nostro. Io quest’anno lavorerò tutte le feste per cui il mio natale sarà in azienda mi dispiace solo di non poterlo festeggiare con i miei adorati bimbi anche se babbo e mamma han già preparato un sacco di pacchetti da nascondere in giro per casa!

  11. Passerà, dico che passerà e sarà un’esperienza che fortificherà. Certo Skype è solo un paracadute, ma pensa se non ci fosse nemmeno quello. Forza e coraggio, sono sicura che con il tuo ragazzo comunque starai benissimo!

    1. Dopo un po’ di anni è vero che passa, e come abbiamo detto nascono nuove tradizioni con persone che diventano una sorta di famiglia acquisita 🙂

  12. Da expat in Germania anche io ho vissuto un paio di Natali lontana da casa. Devo dire che, nonostante possa essere un po’ triste, mi è piaciuto lasciarmi “adottare” e vivere questa festività con persone di un’altra cultura 🙂

    1. Una volta passata la tristezza iniziale, si crea un Natale diverso ma comunque bello e forse anche più inclusivo a livello culturale 🙂

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