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Manuali di sopravvivenza

Come sopravvivere allo smartphone

Ammettiamolo. Quel piccolo aggeggio meglio noto come smartphone ormai è una parte integrante della nostra vita. Non usciamo di casa senza, è la prima cosa che controlliamo appena svegli e l’ultima prima di andare a dormire. Altro che perenti e amici, lo smartphone è il nostro affetto più caro. E proprio per questo vi serve una guida alla sopravvivenza.

  1. IOS O ANDROID?

Partiamo dalla guerra delle guerre: iOS o Android? Non importa quale fazione abbiate scelto, l’importante è odiare l’altra senza alcun motivo apparente. Io sono dalla parte Apple da un bel pezzo, ormai, mentre il mio ragazzo è passato di recente al lato oscuro con Android. Il che mi fa sorgere la domanda delle domande: ma perché sti due sistemi devono essere così diversi? Quando il mio ragazzo mi chiede di fare qualcosa dal suo telefono, a malapena trovo il registro chiamate. Capisco che si debbano differenziare perché altrimenti “uno vale l’altro”, ma vi rendete conto delle difficoltà oggettive? Se domani arrivasse un’apocalisse zombie (non lo escluderei, visti i fatti dell’ultimo anno e mezzo) e la ricetta per la cura fosse contenuta in un telefono Android, per me l’umanità sarebbe condannata. Non riuscirei a sbloccarlo manco per sbaglio.

2. LE 1000 APP

Alzi la mano chi non ha scaricato almeno una volta un’app che non ha mai aperto. Ci sono app per qualsiasi cosa, e di solito le scarichiamo sperando che possano renderci la vita più facile. L’app che ci ricorda di bere, l’app che ci ricorda di fare movimento, l’app che ci ricorda l’appuntamento dal parrucchiere, l’app che ci ricorda di respirare… Ma diciamoci la verità, quali sono le app che poi usiamo davvero? Whatsapp, Facebook, Calendario e poche altre. E nonostante tutto non ci decidiamo a cancellare le app superflue perché “Non si sa mai, magari l’app che mi dice in tempo reale quanti cervi ci sono in Giappone magari può tornarmi utile”. Mentite a voi stessi.

3. GIOCHI

Almeno una volta siete caduti nel tunnel di Fruit Ninja, Candy Crush o Pokemon GO. Personalmente, credo che i giochi per smartphone abbiano una sola e unica funzione: intrattenerti ed evitare il contatto umano quando sei in luoghi in cui il telefono non prende. Quindi apri il tuo giochino, ti metti lì e passi una ventina di minuti a impilare caramelle nella speranza che nessuno ti chieda dove sia la fermata del 716.

4. FOTO

Se avete meno di tremila foto sullo smartphone, non so sinceramente se posso fidarmi di voi. Il bello di avere in tasca un aggeggio in grado di scattare foto di qualità decente ci porta a fotografare qualsiasi cosa. Comodissimo per i viaggi, ovvio. Ma vogliamo parlare delle foto che non sapete perché avete scattato? Ognuno di noi ne ha un bel po’ in memoria, tra le immagini divertenti e le foto delle vacanze in Sardegna. E ogni tanto vi ritrovate a guardare la foto di un palo della metro dietro cui si intravede una busta della spesa. E vi chiedete perché è lì, ma vi rifiutate di cancellarla pensando che un giorno vi ricorderete di averla scattata. SPOILER: non succederà mai.

5. PANICO

Mettete la mano in tasca e non trovate il telefono. Il panico vi assale. Provate nell’altra tasca. Niente. Guardate in borsa. Niente. È il momento del panico vero, e lo comunicate alla persona con cui state parlando al telefono in quel momento. Le dite “Scusa ma ti richiamo dopo che non trovo il telefono e lo devo cercare”. E la persona dall’altro capo del telefono vi fa notare che le state telefonando, quindi il telefono lo avete in mano. E vi sentite dei perfetti imbecilli. Se non vi è mai capitato, mentite a voi stessi. La verità è che lo smartphone è davvero diventato essenziale per noi. Sopra c’è tutto: numeri di telefono, foto, contatti di lavoro, promemoria, password. Perdere il telefono significa perdersi tutto. Proprio per questo motivo, quando il telefono vi cade dal lato dello schermo aspettate dieci secondi per sollevarlo. Perché quei dieci secondi vi servono per prepararvi psicologicamente all’idea che potreste aver rotto lo schermo, ed eventualmente patteggiare col Diavolo l’anima di un parente a cui volete poco bene in cambio del telefono nuovo.

6. IL LOOP INFINITO

State lavorando. Aprite Facebook per controllare le notifiche. Posate il telefono. Lavorate per un minuto. Lo prendete di nuovo per verificare che ci siano zero notifiche. Lo lasciate. Vi ricordate di dover cercare una cosa su Google. Aprite Google sullo Smartphone. Dimenticate quello che dovevate cercare. Oppure riaprite Instagram subito dopo averlo chiuso. Sì, lo so che non si dovrebbe fare e non si dovrebbe stare sempre col telefono in mano, ma andiamo… a chi non è mai capitato?

7. GENITORI CON LO SMARTPHONE

Ricordo con vivo terrore il momento in cui mia madre si è aggiunta a Whatsapp. È stato l’inizio della fine. E credo che la stessa sensazione l’abbiano provata un po’ tutte le persone tra i venti e i trenta, rimaste salve fino a qualche anno fa perché i loro genitori non sapevano nemmeno scrivere un SMS. Tutte queste persone si sono ritrovate a condividere quello spazio “da giovani fighi” che era lo smartphone con il genitore che manda foto di gattini alle sette di mattina. A cui, soprattutto in pandemia, si sono aggiunte le videochiamate di famiglia. Credo che pochi traumi possano eguagliare quel momento.

E voi, che rapporto avete con lo smartphone?

 

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Lost Wanderer

Lost Wanderer

 

Manuale di sopravvivenza allo smartphone

6 thoughts on “Come sopravvivere allo smartphone”

  1. Non posso dire “bellissimo”, ma verissimo di certo! Io mi sono data delle regole per quanto riguarda gli orari: dopo le 21 di sera il mio telefono entra in modalità aereo fino alla mattina del giorno dopo, lo metto in carica in cucina e me lo scordo.
    Credo che abbiamo il dovere di goderci la serata con i nostri affetti, dedicando il nostro tempo e le nostre attenzioni a loro e non a qualche notifica insulsa che spunta sul telefono (magari di un’app mai cancellata!).

  2. Ahahah devo dire che questa escalation di situazioni tipiche da smartphone addict mi ha fatto davvero sorridere…soprattutto perchè, cavoli, faccio le stesse identiche cose! Ormai, vuoi per una questione che questo aggeggetto infernale contiene le nostre vita-morte-miracoli, non riusciamo proprio a farne a meno…soprattutto quando, invece, bisogna lavorare!!!

  3. Tutto verissimo, ma quando hai descritto il loop infinito, mi sono proprio rivista in tutti i passaggi! “Ancora una pagina e poi controllo se c’è una nuova mail” – questo è il mantra che mi accompagna nelle giornate lavorative.
    Invece per quanto riguarda i miei genitori, hanno “ereditato” i vecchi iPhone (il mio e quello di mio fratello) e a volte combinano dei casini…

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