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Manuali di sopravvivenza

Come sopravvivere alla dogana

Negli ultimi mesi della mia vita ho avuto il piacere di avere a che fare con la dogana.

Non lo augurerei nemmeno al mio peggior nemico.

  1. PER CHI SUONA LA DOGANA

La dogana è, in pratica, una sorta di tassa di importazione che dovete pagare quando ordinate prodotti da siti non europei. E a quella tassa va aggiunta l’IVA. Riuscite a scampare la dogana solo comprando all’interno dell’Unione Europea (grazie, Europa). Con la Brexit, anche il Regno Unito ora risulta come territorio extraeuropeo e quindi dovete pagare la dogana. A meno che il sito da cui acquistate non abbia magazzini nel territorio Europeo. 

Avete presente tutte le menate sulla globalizzazione e zero confini? Bene, ottimo. Dimenticatevele, perché la dogana è patriottica.

2. COME FUNZIONA LA DOGANA?

La dogana funziona esattamente così:

-Ordini il pacco dagli USA.

-Parte dagli USA.

-Riesci a monitorarne lo stato passo passo individuando pure quale punto dell’oceano sta sorvolando.

-Arriva alla dogana in Italia.

-Ne perdi le tracce per una settimana minimo.

-Il pacco è in consegna.

-Ti piove addosso la dogana da pagare.

Per di più, sono quasi sicura che negli uffici della dogana si pratichi uno sport simile alla pallavolo. Solo che al posto della palla si usano i nostri pacchi, visto lo stato in cui arrivano una volta che hanno superato i controlli doganali. Non è raro trovarsi davanti scatole completamente distrutte o addirittura aperte.

3. COME SI CALCOLA LA DOGANA?

In teoria, in teoria, IN TEORIA dovrebbe essere possibile calcolare le spese doganali. Basta aggiungere al vostro ordine il 22% dell’IVA, le spese di sdoganamento e i dazi in base al tipo di prodotto. Come si calcolano spese e dazi?

AHAHAHAHAHAH

Ti ricordi le disequazioni di secondo grado? In confronto sono una passeggiata. Ci sarebbe un sito (ufficiale, del Ministero) che dovrebbe aiutarvi a calcolare le spese, ma indovinate? Se provate ad aprirlo vi esce fuori una mega allerta sul fatto che il sito potrebbe essere compromesso e pieno di virus. Non sto scherzando. 

A parte l’impossibilità di calcolarle online, dubito che ci sia un vero criterio per le spese doganali. C’è un bambino che estrae una cifra a caso, come succede coi numeri del lotto,  e vi ritrovate a pagare quella.

4. COME LA PAGO?

Qui viene la parte divertente. Suona il citofono. Rispondi. “Sono il corriere, mi deve portare 12,47 per la dogana”.

Non c’è modo di sapere in anticipo se il tuo pacco ha la dogana da pagare e quale sarà l’importo. Devi vivere nel terrore come un concorrente di un quiz televisivo all’ultima domanda. E con gli spiccioli pronti. E sai perché non c’è modo di saperlo prima? Perché neanche il corriere lo sa, come ho scoperto durante la mia ultima disavventura doganale. In pratica, nel momento in cui il corriere tira fuori il pacco dal furgone e lo “bippa” per la consegna, gli compare la somma da riscuotere. Nessuno ti manda una mail prima, nessuno avvisa il corriere. E soprattutto, non c’è la possibilità di pagare col pos. O hai i contanti pronti, o devi mandare il pacco in giacenza e andarlo a ritirare in magazzino. E poi dicono che siamo la generazione dell’ansia.

5. COME LA EVITO?

La tua unica possibilità è comprare da siti europei o con magazzini in Europa.

O rivolgerti a quei siti come Victoria’ Secret, che calcolano le spese doganali al momento del check out. In questo modo, pagherai le spese al sito e non dovrai preoccuparti all’arrivo del pacco.

Oppure puoi andare negli Stati Uniti e comprarti lì quello che ti serve. Soluzione costosetta eh, ma pur di evitare la dogana questo e altro.

6. CONTROLLO BONUS

Hai deciso di buttarti comunque e comprare qualcosa dal territorio extraeuropeo? Non temi la dogana? È un prodotto di make-up?

Allora dovrai temere il controllo sanitario a campione. Potrebbero letteralmente aprire i prodotti che hai comprato per un controllo. E tutte le spese di quel controllo verrebbero ovviamente addebitate a tuo carico. E il pacco ti verrebbe consegnato dopo MESI.

Sei ancora tentato di imbarcarti in questa avventura?

14 thoughts on “Come sopravvivere alla dogana”

  1. Eccome se la conosco 😐 i primi anni di vita all’estero ho avuto la bella idea di ordinare un pacco dall’Europa e quando è arrivato a destinazione ho pagato 3 volte tanto il valore , mai più!

  2. … Mi hai fatto passare la voglia di acquistare fuori dall’Europa, lol. Mi hai fatta morire dal ridere! La dogana è una di quelle cose che senti nominare, soprattutto dai content creator, ma nessuno ti spiega un cacchio. E’ tipo Voldemort, non va nominata. Condivido il pensiero dei pallavolisti negli uffici dei corrieri!

  3. Welcome to Brexit! 😉
    Le spese doganali sono una roba da inferno dantesco, concordo perfettamente con te e la gente comune spesso non si rende conto di quali enormi vantaggi ha vivere nell’Unione Europea, tra assenza di dogana e libera circolazione delle persone e delle merci. Già in tempi di pandemia sono riusciti a bloccare le persone, per fortuna almeno le merci hanno continuato a viaggiare. Non compro mai fuori dalla UE, non voglio nemmeno pensarci!

    1. A me capita solo se ho la possibilità di pagare la dogana direttamente al sito. Altrimenti mi tocca combattere con le poste… no grazie ahahah

  4. Ho avuto questo problema con alcune spedizioni provenienti dagli Stati Uniti e dalla Cina. Mia figlia ha acquistato un paio di jeans da un noto marchio americano di New York. Il costo della dogana è stato quasi uguale a quello dei jeans! Ed anche io l’ho scoperto alla consegna. Inutile dire che ora acquistiamo solo in Europa…

  5. Non ho mai avuto questo problema, neanche le rare volte che ho ordinato da qualche sito cinese. L’unica difficoltà è che spesso il pacco si è fermato alla dogana per un tempo lunghissimo, anche tre settimane, prima di essere consegnato.

  6. Io compro pochissimo dagli USA e solo da siti che calcolano dazi e dogane altrimenti non capisco mai qual’è il vero prezzo dell’articolo. Ad un’amica è capitato un controllo sanitario su di una crema acquistata in Russia: credo che da due anni stia ancora aspettando di riceverla!

  7. Mi è capitato subito dopo la Brexit. Nei saldi ho comprato una giacca di pelle dal negozio inglese All Saints, che a gennaio non calcolava ancora le spese doganali al momento del check out. Per cui oltre alla “bella sorpresa” degli euro in pù da versare, ho anche dovuto compilare non so quanti moduli per dichiarare:
    – di essere un soggetto privato e non un’azienda (e fin qui tutto bene)
    – che la pelle della giacca non era di cane o di gatto (giuro)
    – la specie a cui apparteneva la pelle – ovino, bovino, e di quale razza?
    Da allora MAI PIU’, solo acquisti da siti europei o con magazzini in Europa!

    1. Io ho il terrore di dover compilare tutti quei documenti ahahah mi frena anche solo quello dall’acquisto

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