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Manuali di sopravvivenza

Come sopravvivere al lavoro in estate

Ci sono un sacco di motivi validissimi per odiare l’estate: il caldo, l’umidità, i mezzi che non passano perché entra in vigore “l’orario estivo”, i turisti che affollano le località di mare costringendovi a girare 40 minuti per trovare parcheggio, i bambini in vacanza che riescono a star svegli per 24 ore di fila e fare casino per altrettanto tempo, le strade bloccate dal traffico, il sudore che vi squaglia pure l’anima…  Ma probabilmente uno dei motivi più validi per odiare l’estate che troverai da adulto è il fatto che ti tocca lavorare mentre gli altri sono in vacanza. Non puoi uscirne vivo senza una guida.

  1. Per gli studenti

Se sei uno studente che è capitato su questa guida, ho una sola parola per te: GODITELA. La sensazione di avere tre mesi di vacanza ti mancherà immensamente. Già all’università il periodo di relax verrà ridotto drasticamente dalle sessioni estive (che ti terranno imprigionato fino a metà luglio minimo) e quelle di settembre. Ti resta a malapena il mese di Agosto, che impiegherai disperandoti per l’arrivo della sessione successiva, mentre ti sorseggi un mojito in riva al mare. È una sottile arte dello studente universitario: lamentarsi di dover studiare tantissimo mentre si sta facendo tutto meno che studiare. E raccogliere la solidarietà di altri studenti universitari, anche loro impegnati nel quindicesimo aperitivo della giornata, che fanno a gara ad essere disperati con frasi del tipo “Io a settembre devo dare 4 esami!”, “Io devo scrivere 20 pagine di tesi!”, “Io ho detto ai miei che mi sarei laureato a dicembre e invece mi mancano ancora duecento esami”. ATTENZIONE: tutto questo mentre siete impegnati a fare tutt’altro e nessuno ha davvero intenzione di mettersi sui libri prima di settembre, perché in fondo quella vacanza te la sei meritata e devi godertela. Però lamentarsi è d’obbligo.

2. Perché sei così bianca?

Se hai la pelle chiarissima e anche dopo un mese di mare sembri la cugina morta di Casper, probabilmente ti sarà capitato di sentirti rivolgere questa meravigliosa domanda. Non importa se non vai al mare perché il tuo lavoro non te lo permette, non ci vai perché non ti piace o ci vai ma non ti abbronzi lo stesso. Troverai sempre qualcuno pronto a chiederti “Perché sei così bianca? Non vai al mare?”

Alla prima domanda, puoi cavartela facilmente spiegando che entrambi i tuoi genitori sono bianchi, e che capita di frequente che da genitori bianchi nascano figli bianchi, sperando che il tuo interlocutore riesca a cogliere l’ironia (ne dubito).

Rispondere alla seconda domanda è più complesso. Provare a spiegare che il tuo lavoro non ti lascia tempo/energie per andare in spiaggia, che il mare non ti piace poi così tanto, che la tua giornata libera la trascorri fissando il soffitto in stato catatonico può scatenare nell’interlocutore la vera indignazione. Ironia della sorte, di solito chi ti pone questa domanda esercita come professione il lanciatore di coriandoli, attività che gli lascia abbastanza tempo libero, e reagisce alla tua risposta con “MA COME FAI? IO SE NON VADO TUTTA L’ESTATE IN SPIAGGIA MUOIO”.

Prenditi il tempo di rispondere mentalmente “MALIMORTACCITUA, ci credo che vai al mare da Aprile a Ottobre visto che non fai una beneamata mazza dalla mattina alla sera”, sorridi e opta per una risposta politically correct del tipo “Beato te”.

*Se sei l’interlocutore che è solito fare questo tipo di domande, ti ricordo che “Non puoi andare in giro a chiedere alla gente perché è bianca”. Mean girls docet.

3. Le città

Le città d’estate sono la croce e delizia di chi è costretto a restarci per lavorare. I mezzi pubblici passano all’orario estivo, e quindi è più difficile muoversi, ma allo stesso tempo molto gente è in ferie ed è più facile trovare parcheggio uscendo con la macchina.

La temperatura percepita supera pericolosamente i 40 gradi stando in mezzo al cemento, ma i negozi tengono l’aria condizionata a 16 gradi, regalandoti la gioia dell’inverno e della bronchite per lo sbalzo termico.

Approfitta dei saldi di Luglio per accaparrarti un nuovo paio di scarpe al centro commerciale di fiducia senza dover fare a botte con le altre fashion vittime, ma evita di bazzicare questi posti nel weekend, quando diventano la meta prediletta delle povere anime che non hanno l’aria condizionata a casa e si rifugiano qui per scampare al caldo.

4. In ufficio

Se lavori all’aperto, sappi che sono profondamente dispiaciuta per quello che dovrai affrontare in estate, e spero che presto introducano la pensione anticipata (tipo a 32 anni) per chi svolge questo tipo di lavoro.

Per sopravvivere all’idea di lavorare mentre il resto del mondo sembra essere in vacanza, bisogna vedere il lato positivo. Tipo il fatto di poter scroccare l’aria condizionata in ufficio senza far lievitare la bolletta della luce. Inoltre, a meno che non lavori nel settore del turismo (e in questo caso hai tutta la mia comprensione), d’estate il lavoro si riduce sensibilmente. Certo, dovrai comunque farti la traversata oceanica casa-lavoro col caldo, ma cerca di guardare il lato positivo, e soprattutto, non guardare Instagram.

5. Instagram

In estate, Instagram diventa la fiera della vita felice. Tutti gli altri sembrano essere in vacanza nei posti più belli, negli alberghi più lussuosi, sulle spiagge tropicali più tropicali.Tu scrolli la home di Instagram mentre sei in pausa caffè, vedi tutti che la tua cara amica sta facendo il bagno a Ibiza, e tu al massimo sei stata a mollo quando ti è esploso il tubo del lavandino. Evita di farti domande dalle risposte scomode del tipo “Ma se Tizio mi dice sempre di non avere soldi, come fa a permettersi dieci giorni in una suite di lusso a Las Vegas” o “Ma se Caio come ultimo impiego ha venduto i biscotti dei boy scout a dodici anni come fa a farsi tre mesi di vacanza intorno al mondo?”. Non cercare risposte ai grandi misteri della vita, chiudi Instagram e concentrati sulle cose belle del lavoro. Tipo…

Tipo…

Tipo…

Beh, stai contribuendo alla ricchezza del tuo Paese. Complimenti?

(Oh io ci provo a trovare i lati positivi, non è sempre facile.)

6. Le ferie a settembre

Se sei una persona saggia, scegli di prenderti le ferie a settembre. Quando tutti gli altri rientrano in ufficio, tu parti. Goditi il piacere di vedere sgobbare gli altri mentre tu prepari le valigie per la tua meritata vacanza. A settembre il lavoro si triplica, e tu salutalo con la manina mentre salti su di un aereo e lasci pile di scartoffie a Tizio Caio che è appena tornato da un mese a Tokyo.

È il karma, bellezza.

50 commenti

  • Sara Chandana

    I commenti che detesto sono proprio quelli sull’aspetto fisico, li trovo di una tale volgarit?!
    Risponder? che sono figlia di genitori bianchi, sono quasi morta dalle risate leggendo le varie opzioni. 😀

    • rrainbowsplash

      Anche io li detesto! non mi permetto mai di fare commenti sul corpo degli altri, perch? gli altri dovrebbero commentare il mio?

  • Dani

    Io ho la fortuna di poter fare una lunga pausa dal lavoro in estate, ma ho diverse amiche che preferiscono lavorare e ritagliarsi dei periodi di ferie a settembre-ottobre.

    • rrainbowsplash

      Io di solito per i viaggi mi tengo il periodo di Capodanno, quando i prezzi sono pi? bassi nella maggior parte delle localit? e si gira senza sudare!

  • Sabina

    Quanta verit? raccontata con ironia e acutezza. Brava come sempre! Bello, tra glia altri, il pensiero per chi lavora all?aperto, veramente degli eroi, ho dedicato anche io spesso un pensiero quest’anno in quei mesi di caldo atroce.
    E anche ai saggi, a chi, come me, va in vacanza a settembre e comunque in periodi non consueti. Quando lavoravo in ufficio le mie ferie lunghe erano ad Agosto, ovviamente, ora il mio pensiero ? che i lavoratori della domenica nei locali pubblici sono ripagati dall’avere i giorni liberi quando le folle sono al lavoro, la spiaggia il luned? anzich? la domenica, le ferie a settembre o a marzo o a giugno non hanno prezzo.
    Sar? dura affrontare instagram questo agosto ma so gi? che mi vendicher? a settembre….

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