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Manuali di sopravvivenza

Come sopravvivere al digital detox forzato

DISCLAIMER: I manuali di sopravvivenza sono articoli scritti con un tono volutamente esagerato e caricaturale, fatti apposta per non essere presi sul serio.

Quando mi allontano da Roma per tornare a casa dei miei, solo di tre cose sento la mancanza: il mio ragazzo, le passeggiate a Castel Sant’Angelo, e il Wi-Fi. Mentre vi scrivo quest’articolo sono in una fase di digital detox forzato, in una zona dove la potenza del segnale va da 0 a 0,1 senza alcuna spiegazione apparente. Vi lascio immaginare quanto sia divertente sopravvivere una settimana in questo stato, con una media di due videoriunioni al giorno e un lavoro che dipende strettamente dalla connessione internet. Però devo dire che queste situazioni di digital detox forzato capitano spesso, quando si è lontani da casa, quindi tanto vale imparare a conviverci…o meglio, a sopravvivere.

  1. COSA È IL DIGITAL DETOX

Siccome le parole inglesi ci piacciono un sacco, iniziamo dalle basi. Ma sto benedetto “digital detox” che diavolo sarebbe? È un modo più carino ed esterofilo per dire “Non mi prende internet, non mi prende il cellulare, sono isolato dal mondo”. Va molto di moda tra le star, prendersi un giorno in cui spegnere lo smartphone e dedicarsi ad attività offline. E se persino la Ferragni riesce a staccare i social per un giorno, chi siamo noi per non fare lo stesso? 

Ok, ora che ho scritto la parte fiabesca in cui un giorno senza internet è un giorno bellissimo, posso dirvi cosa è per me: l’inferno che si riversa sulla terra. L’ultima volta che ho provato a staccare volontariamente il telefono per 24 ore per poco non mi trovavo le telecamere di “chi l’ha visto?” In casa. Perché la legge di Murphy non sbaglia mai, e se per qualche ora tieni il telefono spento stai pure certo che ti cercherà CHIUNQUE. 

2. PROBLEMI DI WI-FI

Quando mi capita di trovarmi in un posto in cui il segnale del Wi-Fi è poco potente o addirittura non c’è Wi-Fi, entro in modalità sopravvivenza: cerco di tenermi il più possibile stretti i miei 20 giga di connessione dati per le emergenze. Controllo la mail una volta al giorno, rispondo su whatsapp solo una volta superate le venti notifiche, abbandono completamente Messenger, sacrifico le mie divertentissime storie di Instagram (lasciando milioni di fan in preda al dolore).

A parte la casa-bunker dei miei in Puglia, di solito a lasciarmi senza Wi-Fi sono gli hotel (soprattutto in Italia, ammettiamolo), dove la connessione media è velocissima. Se la paragoniamo a quelle del 1998.

3. DATI NOT FOUND

Vabbè dai,se il Wi-Fi scarseggia ci possiamo affidare alla connessione dati. Che ormai 1000 giga li danno a tutti, inclusi nella sim, insieme a un paio di mozzarelle per cena. Quando ho messo le zampe sul mio primo smartphone, nel 2014, avevo un piano tariffario che includeva ben DUE GIGA di navigazione. Oggi ne ho 20, e vivo nella costante paranoia di rimanere a secco, più o meno ogni tre giorni valuto di passare ad un piano da 50. Potrei raccontarvi di come internet sia fondamentale per il mio lavoro, e come lavori anche lontano da casa. La verità dura e cruda è che almeno 12 di quei giga se ne vanno tra video su YouTube e storie Instagram. Colpevole e fiera di esserlo.

4. L’UMANA COMPRENSIONE

“Sono in Puglia per una settimana, il telefono prende poco, abbiate pazienza se non rispondo”.

Con questo semplice avviso, di facile comprensione, ho avvisato tutti i miei contatti del mio imminente viaggio nella terra di nessuno. In questi giorni, mi ha scritto gente che non sentivo da mesi, Vodafone mi ha regalato un abbonamento a Infinity, Bill Gates mi ha chiesto di dare un’occhiata al suo profilo Facebook. Credo che il caso più degno di nota sia quello di una persona con cui sono in contatto praticamente ogni giorno per vari motivi, che mi scrive. Le rispondo dopo qualche ora perché la connessione era a meno di zero. Mi chiede se sono impegnata. Le spiego che sono in Puglia. Il giorno dopo mi manda quindici messaggi di fila. Direi che ha capito benissimo i motivi per cui non rispondo.

5. GODERSI IL DIGITAL DETOX

Passare un po’ di tempo senza dover controllare mail e social può essere una bellissima idea, soprattutto nelle settimane di ferie. Peccato che la vostra Rainbowsplash sia una libera professionista e quindi ahahahahah MA QUALI FERIE. Se volete staccare per qualche giorno i social lasciate il vostro smartphone chiuso in camera e godetevi lunghe passeggiate, parlate fisicamente con le persone, fermatevi ad ammirare i fiori per strada… dopo due ore di questa vita hippie, che fingete di farvi piacere perché “ah i bei vecchi tempi”, riacchiappate il vostro smartphone e FOTOGRAFATE OGNI COSA. Una settimana senza internet vi permette di preparare almeno un mese di contenuti per il vostro Instagram. 

6. IL RITORNO ONLINE

Il ritorno online dopo il digital detox deve essere ovviamente in grande stile. Quindi, preparate un bel post di Instagram in cui inserire:

-Una foto “appena sveglie” (con sopracciglia pettinate a regola d’arte, mezza passata di mascara, un po’ di blush e i capelli scompigliati ad arte dal vostro povero fidanzato che è lì a farvi l’assistente fotografo);

-Foto della tazza di latte/caffè della prima colazione con biscotti, semi vari manco aveste un passerotto in casa, una banana che non mangerete mai e filtro seppia;

-Foto di un fiore assolutamente a caso trovato per strada, scattata con lo zoom al massimo e luminosità livello fiction di Rai 1;

-Foto “rubata” in cui ridete nascondendo convenientemente il rossetto sbavato dalla mascherina con la mano davanti alla bocca;

-Foto del panorama che vedete dalla finestra, non importa che sia la spiaggia, il prato o la discarica;

-Didascalia zeppa di hashtag del tipo #goodvibes, #feelinggood;

-Descrizione di quanto siete stati bene lontano dai social, e di come vorreste rifarlo al più presto perché vi ha permesso di riscoprire la vita vera.

Bugiardi. Vi abbiamo visto mentre cercavate di scroccare il Wi-Fi al vicino inserendo password a caso tipo la data di nascita o il nome dell’animale domestico.

20 commenti

  • Appunti di Zelda

    Un manuale di sopravvivenza simpatico e divertente, spesso “stacco la spina” nei viaggi che faccio con il mio compagno o quando sola. Arrivi a quel punto che hai bisogno di un minimo contatto solo con le persone più strette e di allontanarsi da quelle superflue.

  • Giumanu

    Ecco per evitare situazioni del genere ho trovato un’offerta che mi dà 50 giga così non mi esaurisco alla ricerca del WiFi…

  • Martina Bressan

    Dico la verità: io non so se riuscirei a fare digital detox. In effetti come descritto qui quando mi trovo in un posto senza Wi-Fi ho la fortuna di avere molti GB compresi nel mio piano e sto tranquilla. Per l’estero ho preso un Pocket Wi-Fi così sono sicura di avere sempre connessione !

  • amalia occhiati

    Molto interessante il tuo articolo, e si concordo. a volte bisogna davvero isolarsi dal mondo. Siamo troppo e sempre connessi.

  • Antonella

    Pur vivendo con una connessione veloce e costante non soffro particolarmente quando viaggio o decido di restare fuori dal mondo anzi lo trovo rigenerante!

  • lucy7007

    Devo ammettere che ormai siamo sempre attaccati ad internet e non ci godiamo un momento senza ma fortunatamente io sono una di quelle che quando è in giro a godere di un giorno di relax mi dimentico del tutto del cellulare

  • Maria Claudia Pirani

    Sono sta una settimana senza internet di casa per dei problemi con la Vodafon e dovevo madre il computer usando il telefonino come router di casa… un incubo in 7 giorni ho fatto fuori 50 degli 80 giga mensili. La situazione cambia invece quando esco, a volto stacco volutamente la connessione dati proprio per non essere rintracciata (poi chi ti vuole seriamente telefona).

  • Cristina Petrini

    Quando l’offline è voluto ok, ma quando è dovuto da un problema tecnico magari nel pieno di un giorno di lavoro è difficile rimanere calmi xD

  • Nicoletta C.

    Ehehe spassosa come sempre la tua visione del digital detox… ti dirò che però io (seriamente!) ci credo davvero al potere della de-connessione, quella che per qualche giorno ci fa vivere il bello della realtà, del qui e ora, senza dover passare attraverso uno schermo. Io credo che ogni tanto tutti dovremmo pensarci!

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