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Come sopravvivere ai viaggi in aereo (edizione Covid)

DISCLAIMER: I manuali di sopravvivenza sono articoli volutamente esagerati, scritti per non essere presi troppo sul serio.

 

Come anticipato nel Diario di una fuorisede di questo mese, è arrivato il momento di parlare di viaggi al tempo del Covid. Avevo già iniziato a parlarne nell’articolo del mese scorso, ma da allora, qualcosa è cambiato: ho fatto un viaggio in aereo. Un viaggio che ha avuto decisamente bisogno del manuale d’istruzioni.

LA TEMPERATURA 

Ok, ormai lo sappiamo: prima di entrare in alcuni luoghi (tipo centro commerciale, parrucchiere, ecc…) ti prendono la temperatura. Io personalmente ogni volta che vado dal parrucchiere riesco a battere il mio precedente record di temperatura bassa. Ultimo aggiornamento: 35,5. Sto morendo lentamente e non lo so. 

In aeroporto la situazione è più o meno la seguente: ogni dieci passi ti prendono la temperatura, tipo check point nei videogiochi. Al momento della partenza da Roma Fiumicino, mi hanno misurato la temperatura almeno quattro volte. Altre due volte al momento dell’arrivo a Bari. 

Praticamente per abitudine ogni tanto mi fermavo davanti agli addetti alla sicurezza, credendo che mi prendessero la temperatura, anche quando loro stavano facendo altro. 

L’AUTOCERTIFICAZIONE

Per partire, è necessario compilare un’autocertificazione, in cui dichiari di non essere positivo al Covid, di non essere in quarantena, e di non essere stato a contatto con persone positive nelle ultime due settimane. Una cosa facile e lineare, no? 

Se non fosse che stiamo parlando dell’Italia, quindi le cose facili non ci piacciono. I moduli di autocertificazione sono scritti da una scimmia ubriaca, e per compilarne due ne ho dovuti stampare dieci, tra errori vari di compilazione. La prima volta mi ero assolutamente persa sulla parte in cui si parla di minori che viaggiano da soli. Ora, va bene che ho 29 anni e ne dimostro meno, ma addirittura definirmi “minorenne” mi sembrava esagerato. Solo dopo ho capito che quella parte andava lasciata in bianco. Peccato che occupasse due terzi della pagina, quindi io in realtà ho dovuto compilare solo due righe di modulo.

Oppure la parte in cui lasciare i contatti per essere richiamati in caso di focolaio. Bisogna mettere un indirizzo nella zona di arrivo o il proprio indirizzo di residenza? Io in ogni caso, per non fare torto a nessuno, una volta ho mezzo l’indirizzo di Roma e una volta quello dei miei. Però posso affermare con fierezza che non ero sola. In aeroporto c’erano veri e propri gruppetti di supporto che compilavano l’autocertificazione insieme per capirla.

I NEGOZI

Chi ha letto il mio manuale precedente lo sa: lo shopping in aeroporto è una delle mie passioni. Farsi una passeggiata mentre si aspetta l’imbarco, comprare qualcosa che si è dimenticato a casa (perché ci si dimentica sempre qualcosa), guardare la zona duty Free… bene. A Fiumicino, causa Covid, tutte le partenze e gli arrivi sono stati spostati al Terminal 3, ovvero il terminal più grande e fornito. Quello delle partenze internazionali. Quello con più negozi. E io, in tutto questo ben di Dio, non ho potuto fare lo shopping che avrei voluto cause norme Anticovid, impossibilità di provare i prodotti o entrare in alcuni negozi…

Ma per Agosto (parto domani) sono già organizzata: ho la mappatura dei negozi che voglio visitare, una carta di credito e tante brutte intenzioni. Non mi porterete via la gioia di comprare in aeroporto! 

L’IMBARCO

Già prima, le regole per gli imbarchi erano fumose. Adesso, gli imbarchi avvengono secondo una misteriosa logica che nessuno capisce davvero.

Prima era facile: passeggeri sky priority, famiglie con bambini, tutti gli altri.

Ora: Sky priority, persone che hanno l’autocertificazione già compilata, file dalla 24 alla 36, famiglie con bambini, file dalla 18 alla 23, cani col cappotto, persone con bagagli voluminosi, file dalla 12 alla 17, persone coi capelli tinti, file dalla 1 alla 11, quelli che al miniclub non ballavano la macarena ma la bomba sì.

IL VOLO

Ovviamente è obbligatorio tenere su la mascherina per tutto il volo. E fino a qui, ci siamo. E non mi dà nemmeno fastidio, ormai sono abituata a girare tutto il giorno per Roma in cosplay di Bane. Ma la vera, autentica tragedia, è il fatto che con la mascherina su e per prevenire i contagi, hanno eliminato il rinfresco a bordo, almeno sulle tratte brevi. E io, che ero abituata a sorseggiarmi un Americano miscela Lavazza sulla tratta Roma-Bari, ora sono costretta a starmene nel mio angolino, con Spotify Premium, ad ascoltare Rupaul con la caffeina azzerata e la gola secca.

In aereo poi, tutti i posti a sedere sono occupati, quindi la distanza di un metro ci fa un baffo. Il principale problema di questa scelta? Non è il covid. È la gente che invade il tuo spazio vitale, rubandoti il bracciolo o allargando le gambe pure nello spazio riservato al tuo posto. Io, che sono una lady d’altri tempi, reagisco a questo tipo di provocazioni con rispetto. A gomitate e ginocchiate fino a che l’altra persona non ritorna nei suoi spazi.

LO SBARCO

Arrivati a destinazione, comincia lo sbarco. Che viene gestito come il gioco del fazzoletto (o rubabandiera, chiamatelo come volete). La hostess inizia “Sbarchiamo la filaaaaaaaaaaaaa 3!” E la fila 3 si precipita giù dall’aereo per farsi prendere ancora la temperatura. Tempi di sbarco: più lunghi del volo in sé. Però l’importante è essersi goduti il volo, no? No.

E voi? Avete viaggiato in questo periodo così assurdo? 

 

 

10 commenti

  • Elisa

    Che ridere il tuo articolo! Io sono andata in Grecia ad agosto… La temperatura non me l’hanno controllata, autocertificazione si, distanziamento in aereo e fuori… Anche no! Le regole ci sono ma poi non vengono fatte rispettare… Come sempre 😅

  • M.Claudia Pirani

    No, non sono ancora stata in aereo e non ho viaggi di questo tipo in programma per il momento. In compenso ho in programma degli spostamenti in treno e anche li é un semi delirio, specialmente il cambio a Roma termini tra caselli e l’inutile giravolta che fanno fare per raggiungere i binari.

  • Silvia The Food Traveler

    A giugno avevo quasi comprato due biglietti per Bilbao, poi non me la sono sentita. Anche perché nei mesi scorsi mi avevano già cancellato due voli quindi non ho voluto sfidare ulteriormente la sorte. Quindi i tizi che sconfinano nello spazio vitale altrui nemmeno con le norme COVID riescono a trattenersi?
    Non possono toglierci anche la gioia di comprare qualcosa al duty free!
    Anche questa guida mi ha fatto ridere con le lacrime agli occhi immaginando le scene 😂

  • Simona

    Io dirò una cosa che sembra strana anche a me a dirla ad alta voce. Sto soffrendo moltissimo il fatto di non viaggiare ma devo ammettere che al momento non credo di essere pronta. Sento ancora che non sarei tranquilla e non mi godrei il viaggio come una volta. Per adesso aspetto ancora e spero con tutto il cuore che si torni a una parvenza di normalità al più presto!

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